pagina web di Ercolina Milanesi
.
I miei articoli politici
.
.
|
CHI SONO GLI HIZ’B’ALLAH
Hiz’b’Allah in arabo significa: “Partito di Dio” che nasce nel 1982, ossia al momento dell’invasione israeliana del Libano e del feroce assedio di Beirut, con il suo sanguinoso massacro nei campi profughi di Sabra e Shatyla, concepiti da Begin e Sharon con l’operazione detta eufemisticamente “Pace in Galilea”. La Guida suprema della rivoluzione iraniana, l’ayatollah Khomeini, invia nella valle libanese della Beqa’a un manipolo di Pasdaran, le Guardie della rivoluzione, per sostenere la maggioranza della popolazione libanese di fede sciita. Ventiquattro anni dopo gli Hizbollah sono divenuti una forza politica, sociale e militare imponente, una spina nel fianco degli israeliani che oggi sono stati costretti a prendere atto della loro forza, della loro azione militare. Con ripetuti attacchi militari e lanci di razzi contro villaggi e città i guerriglieri di Hezbollah costrinsero i soldati di Tsahal a ritirarsi dal sud del Libano occupato nel maggio 2000 raggiungendo il culmine della popolarità in gran parte delle masse libanesi. Le bandiere giallo-verdi del “ Partito di Dio” sventolarono a lungo nel sud del Paese. Un consenso che il movimento rivoluzionario si era già conquistato negli anni precedenti con una politica sociale attenta ai bisogni dei poveri attraverso la costruzione di scuole e ambulatori gratuiti e la concessione di aiuti economici ai meno abbienti. E non è un caso che proprio tale radicamento popolare abbia sollecitato un dialogo tra il partito fondamentalista ed esponenti della comunità cristiana maronita di primo piano, quali Karim Pakradouni e il generale Aoun. Peraltro, in Israele e in Occidente ( a Washington e Londra ) gli Hizbollah sono stati oggetti, al contrario, di una vasta campagna di denigrazione e criminalizzazione. Dichiarati, cioè, un “ movimento terroristico”, perché si sono permessi di respingere gli occupanti israeliani dal proprio territorio nazionale. Il partito-movimento viene indicato dagli atlantici come il responsabile degli attacchi del 1983 contro una caserma americana e il comando francese a Beirut che costarono la vita a 241 marines ed a oltre 100 parà francesi. Ovviamente gli atlantici si guardano bene dal ricordare che quella fu la risposta libanese ai grappoli di bombe di quasi due tonnellate l’una lanciati contro Beirut e la sua popolazione civile dalla cannoniera della Uss Navy New Jersey…. Sta di fatto che oggi il “Partito di Dio”è la seconda forza parlamentare di Beirut ( anche questa è una notizia rimossa dalle cronache embedded dei media occidentali) con due ministri nel governo libanese e con 35 deputati ( insieme ai partiti sciiti pro-siriani come Amal) su 128, eletti nelle ultime elezioni politiche del giugno 2005. Hassan Nasrallah, leader di Hizbollah , rieletto nel 2001 ( il capo spirituale è Mohammed Hussein Fadlallah) incita i libanesi all’insurrezione globale contro il “ piccolo Satana”, lo Stato ebraico, e il suo mentore, gli Usa. E’ scampato a vari attacchi e non dimentica la fine fatta dal suo predecessore e primo segretario del partito, lo sceicco Abbas Mussawi che, in auto nei dintorni di Sidone, fu ucciso da un missile lanciato da un elicottero israeliano insieme alla moglie e al figlio. Era il febbraio 1992 e quell’episodio provocò sanguinosi scontri tra israeliani e sciiti libanesi nella “ fascia di sicurezza” nel Libano meridionale. Hizbollah, questo il suo grave peccato mortale per gli atlantici e il suo gendarme sionista, ha sempre condannato gli accordi e i trattati di pace che indirettamente riconoscono il diritto israeliano ad uno stato confessionale e razzista sulla terra di Palestina. L’impegno politico-religioso di Nasrallah inizia negli anni Settanta in un Libano dilaniato dalla guerra civile sotto la guida dello sceicco Mussawi che invia Nasrallah nella valle della Bekaa, nell’est del Paese, per guidare “ Amal” (Speranza), fazione sciita fondata dall’imam Mussa Sadr ucciso in Libia nel 1978. Da una costola di “ Amal” che da allora è sempre rimasto sotto la guida di Nabih Berri, e che è comunque alleato con Hizbollah, il movimento è diventato maggioritario grazie alla sua continua lotta contro l’occupazione israeliana del Libano del sud. Nasrallah affianca Mussawi nella gestione del “Partito di Dio” e poi ne diventa il numero uno dopo la morte violenta dello sheikh. Sul piano militare i miliziani sciiti possono contare da 3 a 10mila combattenti, su un arsenale di 10-12mila razzi a medio e lungo raggio, missili antinave di produzione iraniana, missili anticarro, mortai e mitragliatrici. Hizbollah dispone inoltre di un buon servizio di spionaggio e controspionaggio tale da mettere in difficoltà anche il potente Mossad israeliano. Il divario di forze con Israele è netto ma i miliziani fanno paura e incutono terrore nelle città israeliane come dimostra la cronaca di guerra di queste settimane. Il ritiro di Israele dal Libano del sud, sei anni fa, non è ritenuto sufficiente dai guerriglieri sciiti per far cessare le ostilità. Per Hizbollah infatti resta aperta la questione delle fattorie di Shebaa, territorio libanese ancora occupato da Israele al confine con la Siria. “ Per noi il ritiro israeliano non è mai stato completamente perché la regione di Shebaa (40 km.quadrati) è libanese ma resta sotto controllo israeliano e l’Hezbollah costituisce un legittimo movimento di resistenza per la liberazione del nostro Paese, aveva spiegato, al Corriere della Sera (lunedì 17 luglio) proprio Trad Hamade, ministro del Lavoro, uno degli esponenti di Hezbollah nel governo libanese del premier Fouad Siniora, l’altro è Mohammed Fnesh, ministro dell’Energia. Il 14 agosto 2006, alle ore 7, è arrivato l’ordine del cessate il fuoco e l’obbligo agli israeliani di ritirarsi dal Libano del sud. Ovvio che i giudei abbiano fatto orecchio da mercante ma, alla fine, hanno dovuto accettare la tregua. I militanti del Partito Hezbollah si sono mobilitati per le strade ad aiutare a sgomberare e il Partito stesso , direttamente o attraverso la sua Banca, offre a chi ha perso la casa un anno di affitto gratis e crediti fino a 20.000 dollari per ricostruirsela, oltre a televisori e frigoriferi a prezzi scontati. In tutto starebbero distribuendo l’equivalente di 10 milioni di dollari al giorno per la ricostruzione del loro Paese. In gran parte questi soldi arrivano dall’Iran, cui i rincari del greggio hanno messo in mano ingenti somme di petroldollari. Arrivano aiuti da tutto il mondo e sembra che anche in ambienti sunniti si stia inviando in questo momento denaro ad Hezbollah per aiutarla nella ricostruzione, raccogliendo in quota di quel quinto del proprio reddito che ogni fedele è tenuto a dare in elemosina come uno dei cinque “ pilastri dell’islam”, assieme alla professione di fede, alle cinque preghiere al giorno, all’osservazione del digiuno del Ramadam e al pellegrinaggio alla Mecca. Volontarie Hezbollah girano per i quartieri di Beirut a distribuire aiuti di ogni genere. Molti stati hanno stanziato grosse cifre per la ricostruzione del Libano, ma tra tutti assieme rimarranno ben al di sotto del flusso che sta arrivando da Hezbollah. Gli Hiz’b’Allah sono la punta di diamante della resistenza nazionale libanese.
ERCOLINA MILANESI |
torna alla pagina degli articoli politici