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I miei articoli politici
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SARA’ RISOLTO IL MISTERO DEL BANCHIERE ROVERARO MEMBRO INFLUENTE DELL’OPUS DEI?
Il mistero sulla scomparsa del finanziere Gianmario Roveraro è finito tragicamente. Certezze e dubbi continuano ad incrociarsi. Strana, molto strana l’ipotesi del rapimento, sostenuta immediatamente, dall’Opus Dei. Come mai simile certezza? Ora, dopo il ritrovamento del cadavere, per ora solo il tronco, gli arti e la testa non ancora, individuato grazie alla confessione di Emilio Toscani, un esperto informatico di Collecchio ( Parma) che, dopo l’arresto, ha condotto gli inquirenti dove era stato lasciato il cadavere di Roveraro ma che ha negato di aver preso parte al delitto. L’ideatore e omicida sarebbe Filippo Botteri, immobiliarista e consulente d’affari e Marco Baldi il terzo complice. Roveraro era uno dei soci più influenti in Italia dell’Opus Dei, ove era stato steso un velo di silenzio che pochi osavano rendere pubblico. Sembrava vi fosse un patto, per lo meno tacito, perché non se ne parlasse. E poiché ciò di cui non si parla non esiste, si aveva l’impressione che l’Opus Dei si fosse diluito o, per lo meno, ristretto al mondo della salvezza delle anime per il quale, secondo i documenti costitutivi, era nato. Parlare in pubblico o scrivere sull’Opus Dei si era trasformato in qualcosa di politicamente e religiosamente scorretto. Ora, dopo questo fatto atroce, l’Opus Dei è comparsa improvvisamente per tessere elogi sulla povera vittima. L’Opus Dei è ben vivo ed attivo ed il suo potere si estende in lungo ed in largo nella Chiesa Cattolica. Nel vertice conta su seguaci ed estimatori incondizionati. Il potere a Roma lo detiene l’Opus Dei. L’Opera non soltanto conserva la sua influenza, ma sta anche recuperando membri importanti , teologi inclusi, che l’avevano abbandonata nelle decadi passate. Nella sua spagnola terra d’origine, l’Opus Dei viene anche chiamata “Santa Mafia”. A partire dagli anni 60, l’Opus Dei dà all’economia ed all’industria maggior peso che alla politica. Per sostenere e potenziare le molteplici attività in aumento in tutto il mondo servono capitali. Circa la metà dei membri vive in celibato, ma si tratta di laici che svolgono in maggioranza professioni molto qualificate, ad esempio medici ed avvocati, industriali e banchieri, scienziati e politici. Essi devono versare i loro guadagni all’organizzazione e ricevono il denaro per piccole spese. A partire dal 64 per finanziare l’organizzazione sono state create fondazioni collegate con le Opere Apostoliche dell’Opus Dei, ma anche con banche e società finanziarie dirette da membri e simpatizzanti. Di qui scaturiscono le cosiddette “ reti d’oro”Esse sono strutturate ufficialmente come iniziative private dei membri, non come attività dell’organizzazione. Poiché i nomi dei membri laici sono tenuti segreti, non si può mai individuare chi lavora per l’Opus Dei e deve secondo una disposizione segreta servirla finanziariamente. La forza dell’Opus Dei è anche forza elettorale; quando un membro si presenta alle elezioni è sempre sicuramente eletto e rappresentanti dell’Opus Dei si trovano anche in schieramenti politici opposti. Non si immagina minimamente chi è membro dell’Opus Dei: centro, destra e sinistra, nonché grandi nomi di ogni genere. Al tempo dello scandalo della Parmalat si chiedeva chi ci fosse dietro a quella scatola vuota della Finanziaria Centro Nord di così potente da riuscire a superare i controlli di tutti gli organismi ( Consob, Bankitalia, etc.), deputati a verificare i requisiti delle società quotate in Borsa. L’interrogativo era tanto più pertinente in considerazione anche dal fatto che la nuova Parmalat Finanziaria riuscì a trovare subito le banche disposte a collocare l’aumento di capitale necessario a risanare la Parmalat Industriale e si dischiusero immediatamente e come per incanto tutti i mercati di lingua spagnola. Ed in Spagna e in Sudamerica cominciarono a nascere come funghi filiali della ditta di Collecchio , che assunse la dignità di multinazionale. Chi c’era dunque dietro a queste operazioni ? Era vero, come si vociferava a quell’epoca che la Finanziaria Centro Nord era in odore di Opus Dei? E se così fosse stato Calisto Tanzi era il maggiore azionista di questa nuova Parmalat o ne era il fiduciario per conto ? E’ un dato di fatto che subito dopo l’arrivo in Borsa si infittiscono i rapporti con personalità vaticane e che la Cassa di Risparmio, sotto la guida di Silingardi , commercialista in Parma, apriva quattro o cinque filiali nella Capitale, nelle quali scorazzavano liberamente molti personaggi collegati con la potentissima organizzazione vaticana. L’Opus Dei è una setta, con capitali enormi che racimola seguaci strumentalizzando gli ingenui al punto di depredarli di ogni loro avere. Dei laici, che sono moltissimi, se ne serve sia politicamente che economicamente per i suoi affari più o meno corretti. Chi entra nell’Opus Dei non può più uscirne!!! Vi domanderete perché ho voluto scrivere questo articolo, in brevi accenni, perché l’ho pubblicato anni fa e per la scomparsa di Roveraro, grande finanziere e membro influente dell’Opus Dei.
ERCOLINA MILANESI |
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