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I miei articoli politici

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VIA RASELLA E LE FOSSE ARDEATINE

 

Sono passati anni e anni, eppure, ancora oggi, si parla delle Fosse Ardeatine in modo errato.

I giovani parlano per sentito dire, i vecchi, ossia coloro che furono la causa di questa immensa tragedia tacciono o sono morti.

Il 23 marzo 1944, a Roma, ebbe luogo un attentato in via Rasella ad opera dei partigiani comunisti delle Brigate Garibaldi ( Gap) e della combriccola facevano parte Giorgio Amendola ( comunista), Sandro Pertini ( socialista), Giuseppe Spadaro (DC) e altri ancora. Ma Pertini non era in Francia, a Nizza, come molti testimoni lo hanno visto passeggiare sulla Promenade des Anglais? Lasciamo perdere.

L’attentato venne compiuto da 12 partigiani comunisti e fu utilizzata una bomba a miccia ad alto potenziale collocata in un carrettino dell’immondizia urbana, confezionata con 18 kg. di esplosivo frammisto a spezzoni di ferro. Dopo le esplosioni furono lanciate alcune bombe a mano. L’esplosione uccise 32 uomini dell’11° Compagnia del 3° battaglione del PolizeiregimentBozen”, coscritti sudtirolesi, tutti contadini,  arruolati a seguito della creazione della Zona di Operazione delle Prealpi. Un altro soldato morì il giorno successivo.

L’esplosione uccise anche 9 civili che stavano passando nella via. Chi mise la bomba fu Rosario Bentivegna, partigiano comunista, che, a fine guerra, ebbe anche una medaglia al valore per aver fatto uccidere 335 persone civili e pure anche ebrei.

Ma l’art. 29 della Convenzione dell’Aja non affermava che era proibito attaccare uomini in divisa di un esercito senza avere una divisa e far parte di un altro esercito e che azioni di questo tipo comportavano poi la rappresaglia con uno a dieci?

Per uomini d’onore esistevano queste regole ma non certo per dei partigiani comunisti che hanno lasciato morire degli innocenti e non si sono presentati ai tedeschi perché vigliacchi ed hanno preferito scappare sui monti come loro abitudine. Come veri delinquenti facevano un colpo e poi si davano alla fuga. Se ne sono letteralmente fregati di lasciare morire degli innocenti per causa del loro attentato in via Rasella.

Erich Priebke un militare, anche se ha cercato di eliminare la rappresaglia, ha dovuto ubbidire agli ordini superiori, altrimenti sarebbe stato fucilato come insubordinazione.

E’ chiamato il boia delle Fosse Ardeatine quando i veri boia sono stati i partigiani comunisti che, ancora oggi, forse per vergogna, insistono a dire che non sapevano della rappresaglia. Allora oltre che assassini , anche deficienti, perché in ogni guerra esistono le rappresaglie.

Se in Italia non avessimo tutta la magistratura di sinistra, salvo qualche rara eccezione, il capitano, un uomo di 93 anni, a cui hanno impedito persino di andare al funerale della moglie, ora che aveva il permesso di andare nello studio del suo avvocato per tradurre alcuni testi, pure questo gli è impedito, anzi vi sono persone che lo vorrebbero nuovamente in carcere.

Intanto i terroristi siedono in Parlamento, le brigate rosse sono osannate e i no-global e centri sociali, il lurdume del nostro paese, vive beatamente mantenuto dal governo sinistroide. I mafiosi tipo Brusca, che ha ucciso più di 100 persone, lo stiamo mantenendo in un’isola tropicale con la sua famiglia, perché pentito e fatto nomi dei suoi amici. Il ministro Mastella dovrebbe stare con la bocca chiusa e non fare l’indignato per questo lavoro che avrebbe potuto fare Priebke, dovrebbe guardare a casa sua e vergognarsi di avere dato cariche importanti a tutta la sua famiglia ed avere più di 600 dipendenti per suo uso privato che poi sono pagati da quei poveri campani che vivono nella m….a, grazie alla spazzatura che li sommerge. Grande rispetto per Giachini, avvocato di Priebke, una persona oltre che intelligente di una comprensione inenarrabile che tratta il capitano come uno di famiglia.

Lasciatelo vivere tranquillo gli scrivono in moltissimi, rispetto per l’età vetusta, ha pagato il suo fio, ha ubbidito ad un ordine militare, trasgredire il quale significava la morte.

Comunque Priebke  ha incontrato i familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine, coloro che hanno voluto veramente ascoltare e capire. Si sono parlati , si sono lasciati abbracciandosi.

Quelli che protestano, che gli impediscono di lavorare, che tentano addirittura di linciarlo, come visto alla TV, sono sobillati dalla sinistra, dai comunisti che dimenticano o non sanno le atrocità perpetrate dal comunismo.

Ho il massimo rispetto per coloro che sono morti nelle Fosse Ardeatine, povere vittime innocenti che hanno perso la vita per dei vigliacchi partigiani comunisti.

 

ERCOLINA MILANESI

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