Vi sono ancora
muri come quello di Berlino?
Muro di Berlino (1961-1989). Il Muro di Berlino
è da tempo scomparso dalla città riunificata. Ma
il ricordo è ancora vivo e molti visitatori di
tutto il mondo sono delusi o sorpresi del fatto
che si può trovare ormai poco dell’”opera
edilizia più famosa di Berlino”. In effetti le
due metà della città divise per decenni sono
cresciute unificandosi in modo molto visibile. I
resti ancora conservati dell’impianto di confine
della RDT non fanno più paura e devono rimanere
conservati per i posteri. I luoghi della memoria
delle vittime del Muro richiedono un momento di
sosta perché diventi comprensibile il loro
messaggio.
Ecco l’elenco dei paesi divisi:Belfast, nella
Irlanda del Nord; il confine tra Cipro e il
territorio occupato turco; la Corea del Nord in
conflitto costante con la Corea del Sud, il
valico di frontiera di Wagah tra India e
Pakistan, il muro che divide Israele dalla
Palestina oppure quello di sabbia e sassi
costruito al confine tra Marocco e Mauritania,
cosparso tutt’attorno di mine anti-uomo. La
linea di confine tra il Marocco e l’enclave
spagnola di Ceuta, il muro che separa nettamente
il Messico dagli Stati Uniti, oppure per restare
in territorio americano, la cinta di metallo che
separa il Messico dalla California; su di esso
vi sono appese le croci di legno dei numerosi
messicani morti mentre tentavano di attraversare
il confine. Infine, la barriera di filo spinato
che separa l’India dal Bangladesh. Un triste
elenco, nella quale figurano realtà politiche
spesso lontane dai nostri occhi, se non
raramente rappresentate in qualche documentario
o trasposte in alcuni film. Anch’esse
necessitano di essere ricordate.
Ma ve ne è uno che non cadrà mai: Il Muro della
vergogna, o dell’Apartheid, è la barriera lunga
730 chilometri eretta da Tel Aviv a tutela dei
territori occupati, per “ proteggerli”dai
palestinesi. La Cisgiordania è diventata un
grande campo profughi a cielo aperto. Il muro
che, secondo le autorità israeliane, condannate
dal diritto internazionale per questo abuso,
doveva seguire una “linea verde”, penetra invece
all’interno della Cisgiordania. Costruito su
terreni confiscati ai palestinesi ingloba le
colonie ebraiche illegali di volta in volta “
conquistate” e la quasi totalità dei pozzi
d’acqua della regione. Si allontana in certi
posti a più di 23 chilometri dalla “linea verde”
privando i palestinesi di ogni libertà di
movimento, precludendo l’accesso alle terre
coltivate da parte degli agricoltori, isolando
completamente numerosi villaggi. La Corte
Internazionale di Giustizia dell’Aia e
l’Assemblea Generale dell’Onu condannarono
Israele “perché potenza occupante, rispetti i
suoi obblighi giuridici come essi sono enunciati
nel parere consultivo”.
E il Muro continua ad allungarsi!