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FESTA DEL RAMADAM: IN ITALIA COME ALLA MECCA
Evidentemente i nostri onorevoli asini del centrosinistra non devono leggere i giornali e assistere ai dibattiti televisivi, altrimenti si renderebbero conto di come sono amati dagli italiani per aver fatto scomparire la nostra identità, la nostra cultura e la nostra religione. Grazie all’invasione barbarica di immigrati, quasi tutti islamici, accettati, anzi invitati dal governo a venire nel nostro paese sempre più numerosi ( per ottenere sempre più voti), ora ci si mettono anche monsignori, parroci e persino cardinali ad intromettersi, in materia fuori tema per loro. Gesù è stato crocifisso già una volta ma, evidentemente, non è bastato, ora lo si crocifigge ogni giorno. Si continua a parlare di integrazione, andare incontro alla loro cultura, alla loro religione per creare un legame di amicizia, mentre è solo uno scontro di civiltà. Pare impossibile che non si riesca a capire che noi cristiani cattolici non potremo mai assoggettarci al loro modus vivendi ed è inutile ripetere che l’Islam è monoteista come il Cristianesimo e l’Ebraismo e crediamo tutti nello stesso Dio. Perché gli ebrei rispettano la nostra religione e il nostro popolo, mentre gli islamici ci chiamano gli infedeli e non vogliono avere nessun contatto con noi ma far vita a parte, per poi dire che sono ghettizzati? Tra poco saremo noi ad essere rinchiusi in un ghetto con il continuo afflusso di oltre 300 immigrati al giorno che sbarcano sulle nostre sponde. Quando sento parlare di moderati mi viene la nausea, un rigetto per quella parola così mal interpretata. Ma il colmo è quello che succede nelle nostre chiese, grazie a parroci che, poveretti, devono essere digiuni di teologia. A Quinto Romano, un quartiere di Roma, nella bacheca della chiesa della Divina Provvidenza di via Arpino, è stato affisso un cartello che” invitava tutti per una grande festa in” onore” della fine del Ramadam. Inoltre nel Centro di Accoglienza in via Novara i parrocchiani si siederanno ad ascoltare le testimonianze di alcuni musulmani per spiegare l’importanza e il significato del periodo di Ramadam. Una volta portata a termine la lezione gli arabi suoneranno le loro musiche e metteranno in tavola i loro cibi. Inoltre i fedeli ( ovvio i cristiani) porteranno, secondo le loro possibilità, qualche torta per rendere omaggio agli ospiti musulmani”. Inutile descrivere lo stupore dei parrocchiani che nulla sapevano. Ma andiamo avanti: la fine del Ramadam è stato festeggiato in molte città d’Italia, sulla piazza della chiesa della Madonna del Carmine a Napoli; a Milano nello stadio san Siro, ove migliaia e migliaia di islamici si sono radunati; a Roma, nella centralissima piazza Vittorio Emanuele; a Palermo nel prato del Foro Italico sul lungomare del capoluogo siciliano, a migliaia e migliaia, e altre cittadine e paesi ove gli immigrati islamici sono numerosi. Ma che dire del Cardinale Tettamanzi, già Cardinale a Genova che, durante il G8, ha difeso e aiutato i no global ed ora scrive all’Imam Shwaima:” Per voi sentimenti di amicizia e fiducia”? E poi si lamentano che le chiese sono vuote….si riempiranno di “culi in aria “ tra non molto e i cristiani se vorranno assistere ad una messa dovranno finire nelle catacombe. I romani le hanno già, gli altri dovranno provvedere e saranno in molti perché di italiani che non abiurano ve ne saranno sempre. Coloro che sono passati all’islamismo saranno sempre una minoranza, per fortuna, perchè sono le persone che non hanno mai avuto un credo e la novità attira. La settimana scorsa a Porta a Porta da Vespa una ragazza giovanissima, vestita elegantemente con veli rosa e fiori, figlia del Presidente dell’Ucoii ( Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) dal nome Asmae Dachan, si è dimostrata impassibile, astratta, quando Vespa ha fatto vedere la lapidazione di un’adultera. Ma come è possibile che una ragazza non abbia pietà di simili torture prima di morire? L’Imam di Segrate non solo ha dato dell’ignorante all’on. Santanchè ma a tutti noi italiani che non conosciamo il Corano e non abbiamo il diritto di interpretarlo. Non dimentichiamo che l’Islam non riguarda solamente la fede e la sfera religiosa, ma domina tutti i settori della vita privata e sociale. La questione della fede in fondo ha minore importanza che nel Cristianesimo; mentre nella storia dell’Islam, l’interpretazione della legge ha sempre occupato un ruolo preponderante. Nella maggior parte dei paesi islamici sono i giuristi a detenere la leadership religiosa. Non vi è una struttura clericale organizzata. Per l’Islam, il Corano è la parola di Dio in senso assolutamente letterale. Per illustrare meglio tale concetto, possiamo stabilire un paragone con il Cristianesimo. La nostra religione ci insegna che “ Il Verbo si fece carne e prese dimora in mezzo a noi” . La Rivelazione avviene con Gesù, è Gesù stesso. Nell’Islam, Maometto è solo un tramite, e la vera Rivelazione è contenuta nel Corano. Cioè nel Cristianesimo la parola di Dio è un uomo, nell’Islam è un libro. Perciò non è corretto paragonare Gesù a Maometto e la Bibbia con il Corano. Quante sono le edizioni del Corano? Moltissime, ma una differente dall’altra. E ognuno lo può interpretare a suo piacimento, come fanno gli imam specialmente quando sono su un suolo che non è la loro patria!
ERCOLINA MILANESI |
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