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I miei articoli politici

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IN AMERICA IL KU KLUX KLAN E’ RITORNATO


Più esatto dire che vi è sempre stato e sempre vi sarà.
Non esiste popolo più razzista dell’americano e anche ora, dopo aver osannato e fatto vincere le elezioni a Obama come Presidente degli Stati Uniti, la questione pelle è ritornata, ma non per i giovani, bensì per coloro che hanno sempre trattato il nero come negro.
L’impennata xenofoba si è fatta sentire in modo irruente: croce bruciata, potente simbolo usato dal Ku Klux Klan per terrorizzare i neri, la svastica e la scritta “Riposa in pace” come manifesto provocatorio anti Obama, in Georgia un cartello di tale tenore:” Una scimmia e Obama: esiste una differenza?” Nel giro di una notte più di 60 automobili vengono spruzzate con scritte offensive, come “Obama fuma crack” una delle droghe associate in particolare ai neri.
L’effetto Obama scatena i razzisti e l’America è divisa.
Croci bruciate, insulti, fantocci impiccati, attacchi ai neri e ai fan bianchi di Barack.
Studenti in North Carolina hanno scritto su un muro:” Spariamo in testa al negro”.
Segnalati centinaia di casi persino sugli scuolabus i bambini di colore vengono ingiuriati dai coetanei.
1 dollaro sulla morte è quanto si può scommettere in un supermercato di Standish nello Stato liberal del Maine sul modo in cui verrà asassinato Obama “accoltellato, ucciso da una pallottola, da una bomba o in qualche altro modo”.
Si tratta di” centinaia di incidenti “ come scrive Mark Potok, il direttore dell’”Intelligence Project”che ha curato lo studio, avvenuti “dalla California al Maine” anche se concentrati in gran parte degli stati del Sud con un’ondata di atti di razzismo, frutto della reazione dei settori più intolleranti a un risultato elettorale non gradito.
Sfogliando le pagine del rapporto ci si immerge in una realtà di odio contro gli afroamericani che i maggior mezzi di informazione in America tendono a minimizzare.
Numerosi gli episodi di croci bruciate , emulando uno dei riti più conosciuti del Ku Klux Klan come è avvenuto in New Jersey, in Pennsilvania, nel giardino di casa di sostenitori di Obama.
Ecco perché le protezioni di FBI, servizi segreti e polizia attorno ad Obama continuano a rafforzarsi perché nessun Presidente è mai stato oggetto di tante minacce.
Evidentemente gli americani sudisti non hanno gradito che “un povero negro” (come erano chiamati dagli antenati dalle ricche piantagioni di cotone che hanno sfruttato gli schiavi che si facevano venire dall’Africa per non pagarli per i lavori massacranti che facevano) abbia potuto divenite l’uomo più importante del mondo e Presidente degli Stati Uniti.
E per fortuna che l’America è stata fondata da criminali, prostitute , galeotti arrivati da varie nazioni.
Ma questo i razzisti o non lo sanno o lo hanno dimenticato.
Auguri a Obama, giovane uomo, colto e simpatico per un futuro degno di un Presidente degli Stati Uniti.


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