Le multinazionali prendono piede a Milano
Le grandi Multinazionali, che da anni stanno invadendo in modo selvaggio il nostro Paese, hanno scelto Milano come punto di riferimento.
Dovendo aprire una sede in Italia infatti quasi il 42% di queste aziende sceglie il capoluogo meneghino ed il risultato è che all’ombra del Duomo un posto di lavoro dipendente su quattro ormai è offerto da imprese non italiane.
Questo il quadro che emerge dal rapporto “ Milano produttiva 2009” a cura del servizio studi della Camera di Commercio del Comune e da un’elaborazione effettuata sui dati Istat riferita agli ultimi due anni. Per quanto concerne i settori in cui operano queste macchine da soldi, la parte del leone la fanno la produzione di prodotti alimentari, di bevande e tabacco, carta e derivati, anche se non è certo secondaria la percentuale di quelle che hanno a che fare con il mondo petrolifero e degli altri materiali combustibili.
Milano ai vertici della graduatoria non solo relativamente all’Italia ma anche all’interno dell’eurozona, dove risulta al quinto posto tra le migliori città dove localizzare un’attività economica, almeno secondo i parametri delle Multinazionali.
In sostanza nella città amministrata da Letizia Moratti più di mille sono le aziende straniere che hanno trovato ospitalità, su un totale di circa 3.000.
Il capoluogo lombardo per molti anni è stata la capitale economica del BelPaese, ora che la nostra economia arranca e l’Italietta liberista è sempre più terra di conquista per i finanzieri stranieri le multinazionali si stanno sostituendo alle aziende tricolori.
Segno evidente di un declino che l’attuale classe politica non sembra in grado di volere e potere contrastare.
Che rimane di Milano oltre imprese straniere che stanno facendo scomparire quelle nostrane?
Solo sporcizia, grande caos, delinquenza all’ennesima potenza, criminalità che avanza a passi da gigante anche se si deve dire che: tutto va bene”. L’ipocrisia regna sovrana, però i milanesi
sanno dare giuste valutazioni e sono ottimi osservatori.
Chissà per quale motivo in questo periodo vi è un forte e dolce ricordo del passato. Quale passato? Ma il Fascismo, ovvio! Ricordiamo che si stava meglio quando si stava peggio, allora vigevano leggi, sicurezza, igiene ( cosa che oggi manca grazie anche alla massa di immigrati) e l’Italia era uno Stato, ora viviamo nell’Anarchia più assoluta.
ERCOLINA MILANESI