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Anche a Milano l'usura colpisce!

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare il fenomeno dell’usura non riguarda solamente le regioni del sud dove la crisi economica si fa maggiormente sentire.
A Milano e nel suo hinterland sono almeno tre su cento gli imprenditori a rischio di divenire vittime del fenomeno e in prima fila ci sono le donne e gli imprenditori al di sopra dei 45 anni.
Le cause sono soprattutto due: la prima è che molti, troppi, si trasformano in imprenditori senza la dovuta preparazione; la seconda, certo la più grave, è da legarsi ad un sistema bancario che si dimostra poco flessibile e che soprattutto in questa fase di crisi sta praticando una decisa stretta creditizia.
Un ricerca svolta dalla Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con la Provincia di Milano e la Fondazione Cnpds (Centro Nazionale di prevenzione e difesa sociale) spiega che l’espulsione dal lavoro dipendente e il malfunzionamento del sistema di reinserimento nel mercato del lavoro, spinge sempre più le donne e i lavoratori in età avanzata a intraprendere la strada della imprenditorialità, senza però possedere un capitale d’avvio e tanto meno la sufficiente motivazione.
Se il secondo aspetto si potrebbe risolvere creando degli appositi percorsi di accompagnamento per fornire agli improvvisati imprenditori i necessari strumenti tecnici e una cultura imprenditoriale e a questo potrebbero provvedere le varie associazioni di categoria, resta l’aspetto economico-finanziario che è prevalente.
Secondo il Cnpds è necessario sensibilizzare maggiormente il sistema bancario verso la piccola impresa. Le banche devono ascoltare di più le imprese, devono valutare in maniera più accurata i piani di sviluppo dell’azienda. E questo al di là delle difficoltà momentanee. Si deve tornare a personalizzare i servizi di finanziamento.
La banca non dovrebbe limitarsi ad offrire e vendere servizi finanziari alle imprese ma dovrebbe invece affiancarsi diventandone all’occorrenza socia e compartecipando al rischio aziendale. Pesano poi le rigidità dei sistemi di informazione creditizia.
Una volta che un imprenditore non sia riuscito a ripagare un prestito bancario, finisce inevitabilmente nel libro nero dei cattivi pagatori per tre anni. E anche se riesce a sanare la propria situazione debitoria questo però non è sufficiente per uscire da questa banca dati.
Il piccolo imprenditore si vede quindi negata la possibilità di accedere ai finanziamenti bancari per un lungo periodo di tempo ed è costretto a rivolgersi agli usurai che a Milano, come altrove, è legato a doppio filo alle organizzazioni criminali mafiose.
Una struttura quanto mai articolata nella quale si possono annidare non solo società finanziarie dall’origine discutibile ma anche funzionari delle stesse banche che a tempo perso portano dagli usurai gli imprenditori ai quali il credito continua ad essere negato.

ERCOLINA MILANESI


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