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I miei articoli politici

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AL CAPEZZALE DELLA SANITA’

 

Verità lapalissiana: la Sanità, in Italia, è pura utopia.

Ogni giorno si apprende, dai giornali e dalla televisione, fatti eclatanti sulle conduzioni di ospedali da inorridire. La mancanza d’igiene nelle corsie, nelle sale operatorie, rifiuti abbandonati per lungo tempo nei corridoi ove passano persone appena operate, microbi e germi capaci di determinare malattie infettive.

Il personale non solo è carente ma, spesso, non dispone di nozioni mediche necessarie a curare un malato. Ma come è possibile tanti errori umani, come vengono definiti, da chirurghi e anestesisti che, invece di salvare una vita, la portano alla morte?

Sono, ormai, troppi i casi di persone che entrano in ospedale per una semplice operazione e finiscono all’obitorio. Ovvio che la maggioranza degli ospedali in Italia non sia così negativa, per carità, non sia mai detto. Esistono ottimi chirurghi coscienziosi, infermiere all’altezza del loro compito che svolgono con attenzione e gentilezza.

Chi difetta parecchio sono i pronto soccorso, sia per l’afflusso dei pazienti che per la poca organizzazione. Spesso chi avrebbe bisogno di soccorso immediato deve attendere delle ore prima di vedere un medico e alla fine, se uno non è grave, se ne torna a casa e adotta il sistema “ fai da te”, ossia si mette a letto e prega Dio che lo guarisca.

Non parliamo poi delle interminabili attese per una visita specialistica. Prima che arrivi il proprio turno si è già volati in cielo e scelto una bella nuvoletta ospitale come “nuova casa”.

E che dire degli scambi di analisi, di radiografie, di trasfusioni di sangue non compatibile, per incuria o errore che possono provocare gravi danni e anche la morte?

Un tempo fare il medico era una missione e chi è di una certa età ricorderà il vecchio medico di famiglia, che potevi chiamarlo a qualsiasi ora del giorno o della notte, pronto a lenire i tuoi dolori e curarti con abnegazione. Bei tempi che furono….

Ma il metodo per essere operati subito lo si può trovare benissimo, basta avere i tanti adorati euro da offrire a chirurghi che, commossi da tanta “ generosità”, ti fanno passare davanti a chi attende da lungo tempo ma, essendo un ricoverato dall’Asl, passa in seconda linea.

Ieri si è autosospeso l’urologo Edoardo Austoni, di Milano, primario al San Giuseppe, che operava per 4.000 euro chi non voleva o non poteva attendere il suo turno.

Evidentemente è divenuta una prassi normale quella di ricattare il malato se vuole essere subito operato. Ma la salute è un bene primario, se ne rendono conto i nostri governanti o no?

Non tutti possono accedere in cliniche di lusso dove, guarda caso, non si è mai sentito di “ errori umani”che il malato entra vivo ed esce morto.

Chi sbaglia deve pagare e con la vita non si scherza, è solo una ed unica. Radiare un medico dall’albo professionale per concussione e abuso di poteri è il minimo che si deve fare, ma per omicidio colposo degli anni di galera devono essere effettuati.

Se non si potrà avere una sanità che funziona non ci rimane che la salute eterna, la salvazione dell’anima, il Paradiso. Almeno lassù troveremo San Pietro che ci accoglierà subito e senza favoritismi!

 

ERCOLINA  MILANESI

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