UNA SUPPLICA A ROMANINO PRODI
Caro Romanino, ormai il dado è tratto, è passato negli ex. Dato che lei è una persona seria e rispettabile, se la prenda con filosofia questa battaglia persa e si ritiri con dignità.
Il proverbio:” Chi non mi vuole, non mi merita” lo metta in pratica e sarà apprezzato, cosa che non sta succedendo da quando è salito al potere.
Inutile negarlo ma il popolo, non dimentichiamo che è sempre sovrano, non la vuole più e il 50% degli italiani non lo ha mai voluto.
Ne ha combinato di tutti i colori, sia in Italia che quando era a Bruxelles, ha rovinato gli italiani con l’euro, ci ha tartassato in modo pazzesco, difatti quante sono le famiglie ed i pensionati che stanno morendo di fame, in breve ha sbagliato tutto, non ha fatto nulla di buono in tutta la sua vita…politica s’intende. Deve rendersi conto che lei è negato per la politica, non tutti sono tagliati per intraprendere simile carriera e lei, chiedo scusa, è il più negato di tutti.
Ora non è più giovane, ha l’età da pensionato e lei non si deve preoccupare per vivere, dato le pensioni milionarie ( di euro) che percepisce e le varie liquidazioni per i suoi molteplici lavori svolti, anche se male.
Lei, oggi, si presenta al Parlamento per chiedere la fiducia che può ottenere solo alla Camera, il Senato se lo deve dimenticare perché passato ad altri lidi.
In una intervista ha detto:” Voglio guardare in faccia chi avrà il coraggio di cacciarmi”.
Deplorevole risposta, caro ex presidente, non degna di una persona d’onore. In faccia non la guarderà nessuno ma, chiedo venia, alle sue spalle corna e bicorna per il terrore che dimentichi la sua promessa fatta: “Finita questa legislatura me ne andrò in pensione”.
Gli italiani avranno molti difetti, ma ottima memoria.
Con la frase:” Se si va al voto mi candido” lei non immagina quante persone sono corse in chiesa ad accendere un cero perché ciò non sia attuabile.
Suvvia, caro Romanino, un po’ di dignità è necessaria, denota persona colta, istruita, educata e di parola. Possibile che lei non abbia nessuno di questi requisiti?
Lei mi ricorda una vecchia poesia del grande Manzoni:”Il cinque maggio”.
Napoleone scrisse:” Sì, io avevo rapito il fuoco dal cielo per dotarne la Francia ( per lei l’Italia), il fuoco è risalito alla sua sorgente, ed io sono qua…”-“ la procellosa e trepida gioia d’un gran disegno, l’ansia di un cor che indocile serve pensando al regno ( alla Repubblica), e il giunge e tiene un premio ch’era follia sperar, tutto ciò egli provò: la gloria maggior dopo il periglio….” “ Fu vera gloria ? Ai posteri l’ardua sentenza”.
Ecco, caro Prodi, si immagini di essere Napoleone, purtroppo nessun vate scriverà mai un’ode come quella di Alessandro Manzoni su di lei e non le dico di finire i suoi giorni su un’isola, le chiedo solo, e con me molti italiani, non si candidi più, lasci perdere la politica, non fa per lei.
Si ritiri in bellezza…io sono molto umana e comprensiva, e chiuda la sua carriera politica definitivamente.
A parole ha già dato tanto all’Italia, gli errori presto si dimenticano, ma deve scomparire dalla scena politica.
Solo così, in futuro, potrà essere paragonato al grande Napoleone Bonaparte!
ERCOLINA MILANESI