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I miei articoli politici
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Guerra nucleare, chi rappresenta una minaccia?
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Nel
1991, quando la guerra fredda finì, la lancetta del famoso “orologio
della fine del mondo” fu spostata indietro a 17 minuti dalla “
mezzanotte”. Questo
orologio appare sulla copertina della rivista “Bulletin of the Atomic
Scientists” e indica quanto il mondo sarebbe vicino alla guerra
nucleare, la mezzanotte appunto. A
quell’epoca la lancetta si trovò nel punto più lontano dalla
mezzanotte da quando, nel 1947, l’orologio era stato introdotto. Da
allora, però, la lancetta ha ricominciato ad andare avanti. Per
esempio nel febbraio 2002 è stata spostata a sette minuti dalla
mezzanotte, il che rappresenta il terzo spostamento in avanti dalla fine
della guerra fredda.
“
Sono ancora mantenute in efficienza oltre 31.000 armi nucleari”,
spiega il Bulletin of the Scientists, che aggiunge : “ Il
novantacinque per cento di queste armi si trova negli Stati Uniti e in
Russia, e più di 16.000 sono operative”. Forse
qualcuno noterà un’apparente discrepanza nel numero delle testate
nucleari esistenti. Queste
superpotenze nucleari non avevano già dichiarato di aver ridotto il
loro arsenale a 6.000 testate per parte? Qui
si nasconde l’espediente della “ riduzione “. Un
rapporto della Fondazione Carnegie
per la pace internazionale spiega: “ La cifra di 6.000 testate
di cui tener conto si ricava da specifiche regole di conteggio
concordate nel trattato START, i colloqui per la riduzione delle armi
strategiche. Entrambe le nazioni continueranno ad avere migliaia di
altre armi tattiche e di riserva”. Secondo il Bulletin of the Atomic
Scientists, “ molte delle testate degli Stati Uniti rimosse
dall’arsenale operativo, se non quasi tutte, insieme a circa 5.000
testate tenute di riserva, saranno immagazzinate e non smantellate”. Perciò,
oltre alle migliaia di armi nucleari strategiche
ancora di scorta e pronte all’uso, in grado di essere lanciate
direttamente da un continente a un altro, ci sono altre migliaia di
testate nucleari e armi nucleari tattiche progettate per colpire
obiettivi più vicini. Indubbiamente
nei loro arsenali le due superpotenze nucleari detengono ancora
un’abbondanza di armamenti nucleari capaci di distruggere più volte
l’intera popolazione mondiale ! Continuando
a possedere una tale quantità di armi pericolose si alimenta anche
un’altra minaccia, ovvero che missili nucleari vengano lanciati per
errore. Secondo
Robert S.McNamara e James G.Blight, “ l’arsenale nucleare degli
Stati Uniti è stato gestito in base alla dottrina strategica del
“lancio al primo allarme”. Cosa significa questo? Stando
ad un ex ufficiale americano addetto al lancio di missili nucleari
strategici, “ praticamente tutti i missili a terra sono pronti al
lancio in due minuti. “ In
questo alto stato di allerta esiste il pericolo che un falso allarme
causi per errore il lancio di un missile. “ In più di un caso”,
spiega un articolo di U.S.News & World Report, “ nel corso di
esercitazioni americane per l’addestramento nucleari sono stati
trasmessi per errore dei veri ordini di lancio” Anche in Russia si
sono verificati falsi allarmi simili. Quando nel 1995 una razzo che
trasportava una sonda scientifica norvegese fece scattare un falso
allarme, il presidente russo avviò la procedura di attivazione dei
codici di lancio dei missili nucleari. Questa
strategia di “ pronti al lancio” esercita una enorme pressione su
coloro che sono chiamati a decidere. Fortunatamente in passato gli alti
ufficiali si sono accorti dei falsi allarmi e in questo modo finora è
stata evitata una guerra nucleare. A proposito di un incidente avvenuto
nel 1979, un ricercatore disse: “ A impedire il lancio dei missili
americani furono i nostri satelliti di rilevamento, che indicavano
l’assenza in aria di missili sovietici”. Col
tempo, però, questi sistemi di rilevamento satellitare si deteriorano.
Ricercatori ed analisti temono che “ gran parte dei satelliti di
rilevamento russi abbiano smesso di funzionare o vaghino al di fuori
dell’orbita loro assegnata”. Pertanto, come disse diversi anni fa un
vice ammiraglio in pensione degli Stati Uniti, “ la possibilità di
sferrare un attacco preventivo o di lanciare dei missili per un
malinteso, per incompetenza o per errore è tanto reale oggi quanto lo
era in passato”. Anche
se i maggiori arsenali sono nelle mani delle due superpotenze nucleari,
esistono altre potenze nucleari quali la Cina, la Francia e la Gran
Bretagna. A queste potenze nucleari dichiarate, dette il club nucleare,
di recente si sono uniti due nuovi membri: l’India e il Pakistan.
Oltre a questi paesi ce ne sono diversi altri, fra cui Israele, che
secondo molti sarebbero alla ricerca, o magari già in possesso, delle
armi nucleari. I
conflitti politici che coinvolgono qualunque nazione appartenente al
club nucleare, fra cui i nuovi membri, potrebbero essere la miccia che
fa scoppiare una guerra nucleare. “La
crisi fra India e Pakistan….segna il punto più vicino alla guerra
nucleare a cui due nazioni siano mai arrivate dai tempi della crisi
missilistica di Cuba”, spiega il Bulletin of the Atomic Scientists.
Vedendo che all’inizio del 2002 la situazione si è aggravata, sono in
molti a temere che un attacco nucleare divenga una realtà. Come
se non bastasse, la costruzione di altre armi di distruzione di massa ha
reso possibili ulteriori impieghi della bomba atomica. Commentando un
rapporto riservato del Pentagono, il New York Times ha detto che “ il
possibile impiego delle armi nucleari per distruggere le scorte nemiche
di armi biologiche e chimiche e altri tipi di armi di distruzione di
massa “ potrebbe ora rientrare nella politica nucleare americana. Gli
attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti hanno
messo il mondo di fronte anche a un altro tipo di minaccia nucleare.
Oggi sono in molti a ritenere che le organizzazioni terroristiche stiano
cercando di costruire armi nucleari, o forse le hanno già. Come è
possibile? E’
possibile costruire una bomba atomica usando materiale venduto al
mercato nero? Secondo la rivista Time la risposta è sì. La rivista
parlava di una task force che era stata istituita per combattere il
terrorismo nucleare. Finora questa task force “ha assemblato più di
una decina di ordigni fabbricati artigianalmente sfruttando la
tecnologia che si trova sugli scaffali di un normale negozio di
elettronica e il tipo di combustibile nucleare che si vende al mercato
nero.” Con
il disarmo e lo smantellamento delle armi nucleari è aumentata la
possibilità che si verifichino furti di materiale del genere. Se un
gruppetto di persone acquista pezzi di armi nucleari smantellate e poi
li rimonta, può entrare ben presto a far parte del club nucleare! La
rivista Peace dice che per far parte del club non è neanche necessario
assemblare una bomba. Tutto ciò che occorre è una quantità
sufficiente di uranio o plutonio fissile. La
rivista dice: “I terroristi in possesso del moderno uranio arricchito
per uso militare avrebbero buone probabilità di provocare una
esplosione semplicemente facendo cadere una metà dell’uranio sopra
l’altra metà.” Quanto materiale nucleare arricchito serve? Secondo
questa rivista “tre chilogrammi basterebbero.” Questa
è più o meno la quantità di materiale nucleare per uso militare
sequestrato a un gruppo di trafficanti arrestati nella Repubblica Ceca
nel 1994. Le
scorie nucleari possono diventare un’altra forma di armamento
nucleare.” Quello che preoccupa veramente gli esperti è la
combinazione micidiale di scorie radioattive ed esplosivi
convenzionali”, secondo la rivista “The American Spectator”.Le
armi di questo tipo, ordigni di dispersione radioattiva, sono note come
“bombe sporche”. Quanto sono pericolose? Come
spiega il giornale IHT Asahi Shimbun, le bombe sporche si servono di
“potenti esplosivi convenzionali per disperdere materiale altamente
radioattivo allo scopo di contaminare gli obiettivi anziché
distruggerli con l’onda d’urto e il calore”. L’articolo
prosegue: “Gli effetti sulle persone vanno dalla sindrome da
radiazioni a una lenta agonia.” Anche
se secondo alcuni l’uso delle scorie nucleari facilmente accessibili
non dovrebbero provocare troppi danni, la presenza sul mercato nero di
materiale nucleare arricchito preoccupa molti. Da un recente sondaggio
condotto a livello mondiale è emerso che oltre il 60 per cento di tutti
gli intervistati ritiene che nei prossimi dieci anni assisteremo a
episodi di terrorismo nucleare. Senza
dubbio la minaccia nucleare è ancora una realtà per il mondo intero.
Il periodico inglese Guardian Weekly del 16 gennaio 2003 faceva questo
commento: “ dai tempi più bui della guerra fredda la possibilità che
gli Stati Uniti ricorrano alle armi nucleari non è mai stata così
elevata….Gli Stati Uniti stanno progressivamente abbassando la soglia
che li separa dalla guerra nucleare.” Pertanto
è ragionevole chiedersi: Si può evitare una guerra nucleare? C’è
motivo di sperare in un mondo libero dalla minaccia nucleare? Secondo
il giornalista Bill Keller, direttore del New York Times “la seconda
era nucleare fu inaugurata nel 1998 con un fragore che si udì nel
deserto del Rajasthan. Lì, nel corso di un test nucleare, il neo eletto
governo nazionale hindu dell’India fece esplodere cinque ordigni. Due
settimane dopo il Pakistan fece altrettanto.” Perché questi
esperimenti erano diversi da quelli fatti nella precedente era nucleare?
“Queste armi nucleari avevano come obiettivo una particolare
ragione”. Keller continua dicendo: “ Ogni nuova nazione che entra in
possesso di armi nucleari aumenta il rischio che scoppi una guerra in
cui sia coinvolta una potenza nucleare”-The Thinkable- The New York
Times Magazine, 4 maggio 2003, pag.50. A
complicare ulteriormente le cose arriva la notizia che la Corea del Nord
potrebbe avere “ abbastanza plutonio da costruire nel giro di poco
tempo sei bombe nucleari…Ogni giorno che passa aumenta il rischio che
la Corea del Nord riesca a costruire nuove armi nucleari e magari a
testare una di esse per verificare l’efficacia”.- The
New York Times, 18 luglio 2003. Ecco
il nero futuro che ci si prospetta! |
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