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La LITA: un ente che vive da 66 anni per incassare un credito

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Lo Stato mantiene le linee aeree fasciste per un contenzioso di 20 milioni di dollari col Brasile.

 

Amava i record il capitano (degli alpini) e Maresciallo dell’Aria Italo Balbo. E forse oggi dall’aldilà sorride al nuovo primato che, involontariamente, può appuntare nel suo albo d’oro.

La LITA, la compagnia aerea pubblica che aveva fondato nel 1938, dopo oltre 60 di inattività è ancora viva e vegeta.

Ma la LITA è solo uno dei 170 enti inutili, in liquidazione da una vita. Enti che non fanno nulla, che costano, e che sopravvivono ai tagli e ai decenni.

Forse il sanguigno Italo Balbo di questo ennesimo primato avrebbe fatto volentieri a meno.

Quel che resta della “ sua “ LITA, infatti, è oggetto di un contenzioso internazionale che dura da oltre mezzo secolo. Da quando, cioè, il Brasile confiscò alcuni terreni di proprietà della LITA ( e quindi del governo italiano ), alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

In sostanza la LITA , che non ha più piste di decollo, hangar e neanche uno dei traballanti idrovolanti SM 55, resta una voce di costo perché il contenzioso con Brasilia è ancora aperto.

In ballo ci sono tre terreni: uno nello Stato di Recife, un altro nel Natal e un terzo nell’Isola delle Capre. Valore stimato, secondo una perizia di parte italiana, 20 milioni di dollari. Il Ministero del Tesoro, tramite l’Ispettorato Generale per la Liquidazione degli Enti Disciolti della Ragioneria di Stato, ha coinvolto nella causa per risarcimento danni anche la Farnesina.

Un via vai intercontinentale di carte bollate, perizie e pareri ministeriali che dura da 66 anni.

Il Maresciallo Italo Balbo amava le gare sportive e proprio per questo motivo fece di tutto, alla fine del 1938, per creare la LITA, le Linee Aeree Transcontinentali italiane. I suoi aerei dovevano battere tutti i record. Fu sempre Lui a inaugurare, tra il 1939 e il 1941, il primo collegamento tra Roma e Rio de Janeiro. Oggi la Sua creatura, nata da una costola dell’Ala Vittoria, gli sopravvive, a 64 anni dalla Sua morte.

Forse dai cieli di Tobruk, dove nel 1940 venne abbattuto dalla contraerea italiana, Balbo assiste all’ennesimo incredibile primato che lo porta alla ribalta nell’Italia del 2004. E non certo, questa volta, per le Sue avventurose trasvolate oceaniche tra i due continenti ma per ironia della storia.


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