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I miei articoli politici
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DRAMMA AMERICANO: LA SINDROME DEL GOLFO “
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Insonnia,
dolori alle articolazioni e ai muscoli, un senso di affaticamento sono i
sintomi iniziali del “ morbo del Golfo”, la malattia che ha colpito
i veterani della guerra del 1991, un male che spesso degenera in
leucemie, tumori, malformazioni dei figli. Si
scopre ora che la stessa “sindrome” affligge anche gli abitanti di
Manhattan, primi fra tutti gli addetti ai soccorsi che si precipitarono
a round zero dopo lo schianto degli aerei guidati dai kamikaze. Secondo
stime di Margarita Lopez, del Consiglio Municipale del Distretto numero
due di New York, il subdolo malessere si è insinuato nel corpo di
180.000 Il
terribile fardello a scoppio ritardato dell’11 settembre era stato
previsto da Antonietta Morena Gatti, una ricercatrice dell’università
di Modena e Reggio Emilia che da ani si occupa di “ nanopatologie “,
malattie provocate dalle concentrazioni di corpuscoli di diametro
inferiore a un micron, un milionesimo di metro. A
ridosso del primo anniversario dell’ecatombe aveva scritto allo “
Herald Tribune”che aveva invitato i lettori a inviare testi di cento
parole. Il suo messaggio era chiaro e terribile:” Tutta la gente che
è sopravvissuta al disastro ha inalato e ingerito particelle di polvere
che si sono immagazzinate nei tessuti dei tratti respiratori o
digestivi. Indurranno reazioni più o meno lente, ma spesso mortali,
quello che una ricerca europea cominciata da un tempo relativamente
recente chiama “ nanopatologia”. Come scienziata coinvolta in quella
indagine, so che New York soffrirà altri lutti che non saranno
riconosciuti”. La
profezia, purtroppo, si è avverata. La studiosa aveva formulato
l’ipotesi guardando le immagini della sciagura sugli schermi dei
grandi magazzini Harrods di
Londra. L’esplosione
dei jet aveva sviluppato temperature altissime, come quelle provocate
dai proiettili a uranio impoverito .Una malefica scia di malattie
“postume2 è stata il corollario dell’offensiva sferrata da Al Qaeda.
Il capo della polizia aeroportuale della metropoli nel giugno successivo
non era più in grado di alzarsi dal letto. I cani che avevano annusato
lungamente le macerie alla ricerca di vittime e di sopravvisuti sono
morti di cancro ai polmoni in poco più di un anno. La
“Fase” e il Consiglio Comunale di New York hanno promosso un
programma di disintossicazione per gli addetti ai soccorsi che è già
costato alla municipalità circa 300 mila dollari. Ne hanno usufruito in
trecento, tutti casi relativamente meno gravi. Si basa sul metodo
Hubbard. In sintesi molta ginnastica, grandi saune e sudate colossali.
Robert Wolfwertz, un tenente colonnello dei marines in pensione, ha
descritto con raccapriccio il colore del liquido che usciva dalla sua
pelle. Era scuro in tutto il corpo e bianco sotto i piedi. Il
trattamento Hubbard lo ha fatto risorgere dal letto nel quale era
confinato. Il
futuro degli ammalati è ancora incerto. Per capirci qualcosa di più la
“Fase” ha organizzato un convegno che si è tenuto il 5 ottobre
all’hotel Embassy Suites di Manhattan. Il
titolo era sufficientemente ambiguo: “ Interventi di trattamento per
esposizioni tossiche”. La
seconda tornata di relazioni ha sviscerato le “ prospettive cliniche
per le malattie del Golfo tredici anni dopo”.Antonietta Morena Gatti
era chiamata ad illustrare la “ tossicità delle nano-particelle”.Il
suo microscopio elettronico a scansione ambientale riesce a rilevarle
nel sangue e negli organi del corpo umano nei quali vanno ad annidarsi.
Quelle dovute ad aerosol provocato da esplosioni a temperature elevate,
da 1000 a 3000 gradi, hanno una caratteristica forma sferica. A
New York hanno mostrato grande interesse per tali scoperte. Lo strumento
potrebbe essere usato per capire meglio che cosa stia succedendo alle
persone minate dalla sindrome delle Torri Gemelle. Secondo
il numero 44 del giornale dell’”Università americana per la
medicina del lavoro e dell’ambiente” su circa mezzo milione di
persone occupate nella parte meridionale di Manhattan il 10 per cento ha
sintomi di depressione che abbassano le difese immunitarie e l’8 per
cento soffre di “ stress per disordine postraumatico”, lo stesso
rilevato su molti militari reduci dai fronti di guerra. La
strage di Osama non è ancora finita! |
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