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I miei articoli politici

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Il Triumvirato porta solo a brutte profezie

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Voli fantasma dagli USA alla Giordania, Siria e Egitto

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Secondo la riflessione di Elémire Zolla a proposito di numeri e archetipi, in particolare sul tre” Le divisioni ternarie sono istruttive perché le triadi sono coppie congiunte dal bizzarro armonizzatore, dal briccone crepuscolare : il Terzo”. E come è noto il Terzo gode. Ecco il destino del triumvirato.

Da Cesare a Napoleone, che partirono in tre e arrivarono a dare il nome a fenomeni di esclusivismo assoluto, imperiale. Ma può andare anche peggio, perché a volte l’algebra del potere tripartito si accartoccia su se stessa e del comando, della sua gloria arrogante, non resta pietra su pietra.

Alludo alla combinazione Alemanno-La Russa-Matteoli. Il leader di Destra Protagonista La Russa, peraltro designato con formula latina “primus inter pares,” il leader di Destra Sociale Alemanno e il leader di Nuova Alleanza Matteoli hanno costituito un triumvirato.

Però il triumvirato di A.N.sa un po’ di trucco, perché saranno dieci anni che nel partito non si tiene un autentico congresso, non si fa una vera conta, per cui nessuno, oggi, sa veramente quanto pesa e quanto vale ciascuno dei tre reggenti.

Anche per questo insospettisce l’ilare e obbligata disinvoltura con cui gli stessi Alemanno, La Russa e Matteoli hanno accolto il giornalistico riciclaggio dell’antica definizione triumvirale, che risale appunto a certi compiti operativi della Roma repubblicana, dove c’erano tribuni”capitales” addetti alla pena di morte, o “nocturni”, cioè abilitati a mantenere l’ordine di notte, “epulones”, più o meno sacri vivandieri .

Pure allora il tre era un numero strano. Applicato alle solite faccende del potere, finiva per generare una specie di fenomeno contro natura. Un “ monstrum” a tre teste così definito da Cicerone.

Il primo ufficioso triumvirato  (60 a. C.) di Cesare, Pompeo e Crasso passò dei guai e Cesare fece fuori gli altri due. Duemila anni dopo venne in mente, curiosamente, a Don Giuseppe Dossetti riguardo a Berlusconi-Fini-Bossi l’immagine del mostro a tre teste. Forse perché gli archetipi non hanno limite di millennio, sono universali.

Raramente i triumviri, o “tresviri”,partono in buona fede, mentre fin troppo spesso è il potere stesso a sfuggirgli di mano, per farsi poi radunare da uno solo, o da nessuno.

E’ insomma : divide et impera. Fu Fini, anni fa, ad inventare la corrente di Matteoli ma in fondo è sempre la solita storia , la sciagurata legge del tre.

Si trascuri dunque il passaggio di poteri statutari in AN, tutto quanto fa parte del normale e legittimo tasso di ipocrisia vigente nei partiti. Più interessante è che Robespierre fondò e fece parte di ben due triumvirati prima di finire nel modo in cui è finito.

Non dimentichiamo che esistevano “ i quadrumviri “che fecero la Marcia su Roma, ma quanti militanti di AN ne conoscono i nomi? Si chiamavano: Balbo, Bianchi, De Bono, De Vecchi e due fecero una fine orrenda. Il numero quattro del resto fa già parte del molteplice, mentre il triumvirato è così unico e assoluto che alla fine comanda uno solo o, peggio, nessuno.

Di un particolare vi è certezza: il triumvirato porta brutti presagi e gli italiani sanno attendere e stanno a guardare !


Washington e Londra hanno trovato un metodo per aggirare la Convenzione di Ginevra grazie al consenso di Paesi disposti ad aiutarli nella lotta al terrorismo.

Un piccolo aereo americano Gulfstream 5 secondo le carte entrate in possesso del “ Sunday Times” di Londra viaggia da uno scalo all’altro con insegne coperte e protette dal più rigido top-secret. Oltre trecento voli sui cieli d’Europa, Medio Oriente e Asia per trasportare miliziani di Al Qaeda e alti funzionari dell’intelligence.

La principale missione del velivolo sarebbe quella di consegnare i detenuti della guerra al terrorismo a nazioni ove non vigono leggi che impediscono la tortura, come nel caso di Egitto, Siria e Uzbekistan, consentendo quindi di interrogare i miliziani senza rispettare la Convenzione di Ginevra.

Il Gulfstream e un analogo Boeing 737 anch’esso privo di insegne di riconoscimento, sarebbero stati affittati da una società privata dello stato del Massachusetts e l’analisi dei piani di volo ha portato a ricostruire viaggi fra almeno 49 destinazioni, incluse la base di Guantanamo a Cuba, dove sono detenuti circa 600 sospetti membri di Al Qaeda, altre installazioni militari e scali in Egitto, Siria, Giordania, Iraq, Marocco, Afghanistan, Libia e Uzbekistan.

I prigionieri fatti salire a bordo, secondo alcune testimonianze raccolte, verrebbero legati e sottoposti alla somministrazione di sedativi perché a bordo non c’è a disposizione sufficiente spazio per creare uno spazio ad hoc per loro.

Bob Baer, ex agente operativo della Cia in Medio Oriente, ritiene che dietro il piccolo aereo vi sia un’operazione assai più vasta: “ Se si vuole interrogare seriamente un prigioniero, la destinazione è la Giordania. Se la scelta è torturarlo, lo si manda in Siria. Se invece l’intenzione è farlo sparire del tutto, non c’è nulla di meglio dell’Egitto”.

I servizi americani e britannici avrebbero scelto da tempo di spostare i sospetti terroristi in questi Paesi per sottrarsi al rispetto delle leggi nazionali e delle convenzioni internazionali che impediscono di fare ricorso alla tortura.

Non è la prima volta che emergono indizi in questa direzione, la Siria fu il primo paese dopo l’11 settembre ad ammettere di aver detenuto individui sospettati da Washington di complicità con Al Qaeda.

Il “Sunday Times”aggiunge che agenti americani e britannici sarebbero stati in più occasioni presenti agli interrogatori con torture avvenuti in Paesi terzi e avrebbero, poi, adoperato le informazioni ottenute per condurre le indagini.

In almeno due occasioni il Gulfstream senza insegne avrebbe fatto sosta in Gran Bretagna, anche se ciò non implica che uno o più detenuti siano stati prelevati o consegnati perché il velivolo sarebbe usato anche per spostamento di agenti in missione.

Tanto il governo di Londra che quello di Washington hanno sempre smentito di aver usato la tortura nei confronti dei sospetti terroristi detenuti dall’indomani degli attacchi dell’11 settembre 2001.

Ma, dopo ?


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