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Gli
angeli del bene in Congo
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I caschi blu dell’Onu, impegnati nella repubblica democratica del Congo,
una volta ancora hanno usato violenza sui civili. Dal lontano Vietnam in
poi la loro prassi nei confronti di abusi e violenze su minorenni non è
cambiata.
Le denunce arrivate all’Ufficio di controllo interno dell’Onu sono
state 140 e, dopo mesi di indagini sono stati riconosciuti venti casi di
abuso provati. Le accuse di violenze sessuali sulle minorenni accompagnano i peacekeeper
dell’Onu sin dalla prima missione, nel 1948. L’attuale
inchiesta è stata condotta tra maggio e settembre 2004 nel Bunia,
regione nord-orientale del Congo, dove le denunce sono comparse sulla
stampa locale prima che negli uffici dell’Onu. Le ragazzine avevano cominciato a raccontare ciò che avevano subito: una
ha raccontato di aver fatto sesso per due uova, un’altra per tre
dollari e un po’ di latte, un’altra riceveva pane e cioccolato ogni
volta che andava regolarmente con le amichette nell’accampamento Onu
per incontrare i soldati che si erano dati il passa voce. La missione Onu è in Congo dal 1999 e con uomini di diverse nazionalità:
Uraguay, Pakistan, Nepal, Marocco, Tunisia e Sudafrica. Ieri, alla BBC, Jean Marie Guehenno, capo delle missioni di peacekeeping
dell’Onu, ha dichiarato: “ Le regole dell’Onu sono cristalline.
Avere rapporti sessuali con minorenni è contro la nostra disciplina e
ogni caso del genere, se accertato, deve essere punito”. Ora i singoli Paesi processano i loro soldati responsabili di abusi e
violenze ma, William Lacy Swing , il rappresentante speciale per
l’Africa del segretario generale Kofi Annan, suggerisce che sarebbe
più convincente farli processare da una Corte marziale nei paesi dove
hanno commesso i crimini e prosegue dicendo :”Quando tradiamo la
fiducia che la gente pone in noi si danneggia l’Onu. Quando noi,
ricchi e potenti, arriviamo in un paese a pezzi,
dobbiamo essere particolarmente cauti nel trattare con la
popolazione locale. Io credo che, almeno per i paesi estremamente
disastrati, occorrono regole di condotte più severe”. Molte ragazzine del Bunia sono rimaste senza famiglia, senza mezzi di
sostentamento, spesso violentate dagli uomini delle fazioni in guerra e
speravano nella protezione dei caschi blu, scoprendo con delusione che i
loro problemi erano aumentati. Secondo il codice di comportamento dell’Onu, i soldati non possono avere
relazioni sessuali con ragazze al di sotto dei 18 anni, mentre per le
maggiorenni non esistono proibizioni. Molti ritengono che le pene previste per la violazione del codice siano
troppo blande e non solo, tra i caschi blu esiste solidarietà al limite
dell’omertà. Nel corso dell’indagine in Congo ci sono stati comandanti che non hanno
fornito le informazioni richieste o hanno interferito pesantemente. Secondo Swing, l’immagine dell’Onu è sempre più appannata e i caschi
blu caduti nel disonore. |
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