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I miei articoli politici

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La Carta europea, ma il difficile viene adesso

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Finalmente è stata firmata, a Roma, la Costituzione dell’Europa, che di punto in bianco ci trasforma in cittadini europei.  Ma è davvero così ? E quale è il patrimonio di diritti e di doveri che compone la nostra nuova identità? La risposta è sorprendente, ma la cittadinanza europea non è ancora in procinto di essere battezzata, almeno per ora, perché il battesimo si è già verificato nel 1992, quando il Trattato di Maastricht introdusse per la prima volta la categoria in questione.  Quando la Costituzione europea acquisterà vigore, questo processo di maturazione ed estensioni dei diritti potrà dirsi compiuto. Assumerà spessore la medesima cittadinanza europea, di cui vi è traccia in vari luoghi del nuovo Trattato in special modo all’art. I-10, dove s’afferma che è cittadino dell’Unione chiunque possegga la cittadinanza di uno Stato membro, e che al contempo la cittadinanza europea s’affianca a quella nazionale senza sostituirla. Ma come è possibile avere due passaporti ?

Il concetto di cittadinanza, già nel mondo antico ( la politeia dei greci e poi la civitas romana), nasce come appartenenza esclusiva a un popolo, a una gente. Se sorgesse un’autentica cittadinanza europea, essa si opporrebbe alle diverse cittadinanze nazionali, le negherebbe alla radice.

Secondo Ciampi:” ora le guerre sono più lontane, siamo uno spazio di pace e libertà.”

Beata ingenuità o incoscienza senile ? Ora, incomincerà, veramente, un susseguirsi di guerre, di lotte politiche intestine, senza dimenticare il texano o chi per esso (ma sempre americano) che controllerà ogni minimo movimento della vecchia Europa e porrà veti a non finire.

Quante frasi altisonanti per la svolta storica costituita dalla firma della Costituzione Europea.

Nel salone delle Feste, dove si è svolto un ricevimento per i 25 capi di stato e di governo, ministri degli esteri, autorità europee, alte cariche dello stato italiano, ma tutti senza le mogli, (secondo il cerimoniale già adottato a Castelporziano un anno fa e con gran dispiacere per la signora Ciampi che segue sempre il marito come un’ombra), i diversi aperitivi devono aver fatto girare un po’ la testa ai convenuti, perché vi è stato uno spreco di elogi per questa giornata indimenticabile.

La firma a Roma è, infatti, una nuova pagina ancora da completare o per essere più esatti, l’evoluzione di un processo iniziato oltre 50 anni fa con l’istituzione della Comunità del carbone e dell’acciaio (la Ceca) e poi proseguito con i patti di Roma del 1957.

Oggi, con la Costituzione, l’Europa si trasforma da uno spazio economico comune con una moneta unica, in un soggetto politico forte di 450 milioni di persone( più degli Usa) e con un prodotto interno lordo che è il 25% del Pil mondiale. Però, pur con queste caratteristiche demografiche ed economiche, l’Europa è ancora ben lontana dal peso nello scacchiere mondiale che hanno gli Stati Uniti e che rapidamente potranno avere i paesi asiatici. Quel che manca all’Europa è una più forte unità politica, che sappia muoversi come un unico soggetto su terreni fondamentali come la politica estera, la sicurezza e la forza militare.

Certo non sarà un percorso facile, causa le divisioni che assieme alle diffidenze reciproche non renderanno agevole il percorso di questa Costituzione Europea che comunque diverrà operante soltanto nel 2006. Conflittuale e potenzialmente disgregante nel caso qualche Paese, soprattutto se fra i Grandi come la Gran Bretagna o i Fondatori come la Francia, la respingerà. Sarebbe, a questo punto, un non senso un’Europa orfana di due nazioni.

Non furono fatti secondari nel cammino europeo Oliviero Cromwell e l’Illuminismo da ignorare e dimenticare.

E’ la cattolicissima Polonia, uno dei mercati più interessanti, a voler mettere le distanze su questioni molto scottanti e sulle quali l’Europa si trova impreparata. Come conciliare il rigido conservatorismo della chiesa polacca con il liberismo olandese in tema di coppie omosessuali? Chi sarà in grado di conciliare tesi così opposte? Inoltre rimane l’interrogativo legato al futuro ruolo della Russia, poiché Putin di fatto rimane isolato nella Grande Madre Russia da ogni contenuto europeo.

I 25 leader hanno firmato Trattato e Atto finale, e i tre Paesi candidati o prossimi a diventarlo hanno firmato il solo Atto perché il loro status è ancora da definire: Bulgaria, Romania e Turchia.

Viene istintivo rammentare quanto disse Massimo d’Azeglio al compimento dell’unità nazionale: “ Abbiamo fatto l’Italia, adesso facciamo gli italiani”.

E come sono fatti gli italiani del terzo millennio? Uno Stato allo sbando, ove regna l’anarchia, gli italiani non sanno più a chi dare  fiducia ed hanno pienamente ragione per un governo che governo non è più, la magistratura emana leggi a suo piacimento, la corruzione è d’ordinaria amministrazione, l’ergastolo per crimini orrendi si riduce a qualche anno di reclusione, i pentiti sono osannati e mantenuti profumatamente dagli italiani, la sanità non è per nulla efficiente e per ottenere visite ed operazioni si deve attendere mesi e mesi, così si ha tutto il tempo per morire in pace. L’Italia che è la culla del Cristianesimo, poco alla volta dovrà lasciare il passo all’Islam, prova lampante la mancanza di crocifissi nelle scuole, nelle Aule dei tribunali ed edifici pubblici. In compenso aumentano le moschee.

Ma come si può immaginare, anche vagamente, che stati con culture, religioni, usi, costumi diversi possano convivere in pace? E’ impossibile perché troppe sono le disuguaglianze.

Una cosa è certa: essere entrati nell’Ue non ha portato progressi, non ha portato rispetto ad una nazione, non siamo più liberi di gestire la nostra Patria, ma solo chinare il capo dinnanzi al più forte. E noi siamo divenuti, solamente, dei vassalli !

Dante scrisse: “ Libertà va cercando che sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta”.


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