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I miei articoli politici
.Ankara
deve riconoscere il genocidio degli armeni
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L’olocausto
non è un privilegio degli ebrei, sia ben chiaro. Tornando
indietro nel tempo in un congresso segreto dei “Giovani Turchi”,
tenutosi a Salonicco nel 1911, fu deciso di sopprimere totalmente gli
armeni residenti in Turchia. L’occasione
per realizzare questo piano di sterminio si presentò con lo scoppio del
Primo Conflitto Mondiale. Inizialmente furono chiamati alle armi tutti
gli armeni validi che, dopo esser stati separati dai loro reparti ed
inquadrati per costituire i cosiddetti “ Battaglioni operai” vennero
uccisi. Furono quindi arrestati ed in seguito uccisi tutti gli
intellettuali, i sacerdoti, i dirigenti politici. Nelle città e nei
villaggi abitati da armeni rimasero quindi solo donne, bambini e vecchi.
Per loro venne decretata la deportazione. Ma furono deportate anche le
comunità armene residenti a centinaia di chilometri dal teatro bellico.
I mezzi usati per compiere questo sterminio furono di un’inaudita
ferocia e di un sadico accanimento contro le vittime. Chi riusciva a
sfuggire al massacro periva per la fame, la sete, le malattie e gli
stenti del lungo viaggio, Ieri,
a Bruxelles, migliaia di armeni, provenienti da tutte le nazioni
europee, hanno manifestato per chiedere che fra le condizioni imposte
dall’Unione Europea alla Turchia per iniziare i colloqui
sull’adesione vi sia anche il riconoscimento del genocidio degli
armeni compiuto a partire dal 1915. Delegazioni che giungevano da tutti
i paesi dell’Europa dei “venticinque”, ma anche dalla Russia e da
Cipro si sono riuniti dietro la sede del Parlamento Europeo. La
maggioranza, ovvio, proveniva dalla Francia, dove la comunità armena,
nata dalla diaspora seguita al genocidio, conta oltre quattrocentomila
unità. E, data la grande sensibilità verso questa minoranza molto
forte, il presidente Chirac ha minacciato l’uso del “veto” se al
momento di aderire all’UE la Turchia non avrà riconosciuto il
genocidio armeno. “I
francesi devono avere l’ultima parola” ha detto Chirac ricordando
l’impegno a far tenere un referendum sull’ingresso della Turchia e
il “ lavoro della memoria” fatto da molti paesi europei sugli orrori
della propria storia. “ Non dubito nemmeno per un istante , ha
aggiunto, che se questo lavoro della memoria non fosse fatto, i francesi
lo terrebbero nel più gran conto nel formulare il giudizio
sull’eventuale trattato di adesione”. Il
governo di Ankara, non solo non ha mai riconosciuto l’esistenza del
genocidio armeno, che ha comportato la scomparsa dall’Anatolia e dalla
Cilicia delle più grandi comunità cristiane del Vicino Oriente, eredi
di una storia bimillenaria nella zona, ma svolge un’attiva opera di
negazionismo anche se ormai la maggior parte degli storici indipendenti
(fra cui il grande specialista turco Taner Akcam) concordano sulla
realtà di quei fatti, peraltro documentati ampiamente sin dall’epoca
della Prima Guerra Mondiale. Il rifiuto di riconoscere le
responsabilità storiche del governo dell’epoca è una ferita aperta
per i discendenti delle vittime, aggravata dall’atteggiamento di
Ankara verso la repubblica di Armenia, di cui ha chiuso la frontiera
occidentale, impedendo così la via più rapida di collegamento via
terra con l’Europa. Alcuni
giorni fa il Parlamento Europeo ha affrontato la questione, nella
risoluzione di Camiel Eurlings sulla domanda di adesione, approvata con
407 voti. In un paragrafo il Parlamento ha invitato la Turchia a
riconciliarsi con il popolo armeno, riconoscendo il genocidio. In
particolare con l’emendamento 83 si chiede alla Commissione e al
Consiglio Europeo di “ esigere dalle autorità turche il
riconoscimento formale della realtà storica del genocidio degli armeni
nel 1915 e l’apertura in breve tempo della frontiera fra la Turchia e
l’Armenia, conformemente alle risoluzioni adottate dal Parlamento
europeo dal 1987 al 2004.” Il
Parlamento inoltre prende in esame il nuovo Codice Penale, che in un
articolo dice: “ Le attività contro gli interessi nazionali
fondamentali turchi al fine di ottenere direttamente o indirettamente un
vantaggio di persone o istituzioni straniere” sono punibili fino a 10
anni di carcere. I cittadini turchi che dichiarassero che il genocidio
degli armeni c’è stato effettivamente potrebbero essere perseguiti in
virtù di questo articolo. “E’ incompatibile con la salvaguardia dei
diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950” afferma il
Parlamento e ne chiede “ l’abrogazione immediata”. Una
delegazione armena è stata ricevuta dall’Ufficio di Presidenza
Europeo a cui hanno consegnato una lettera in cui si chiede, oltre al
riconoscimento del genocidio e alla fine del “blocco”, il
riconoscimento di Cipro, il ritiro delle truppe dall’isola, di
sradicare la tortura in maniera definitiva dal paese, e di accordare
alle minoranze etniche e religiose i diritti riconosciuti dalle
convenzioni internazionali. Il
documento chiede alle autorità europee di essere ferme nel chiedere il
rispetto degli standard democratici: “Non firmate la condanna a morte
dell’Europa abbandonando i suoi valori”. |
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