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I miei articoli politici
.I
problemi del mondo arabo
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Un
articolo, su un quotidiano londinese, traccia le problematiche più
pressanti per gli arabi e le individua in disoccupazione, analfabetismo,
e nella crescita demografica. Inoltre bisogna considerare la
povertà, la mancanza di abitazione, la debolezza del sistema di
istruzione, il lavoro infantile, la quasi assenza di servizi legati
all’istruzione e alla sanità nelle campagne che crea flussi migratori
sempre più sostenuti verso le città e le capitali.
L’aumento
delle percentuali riguardanti la disoccupazione nei Paesi arabi porta
con sé un aumento della povertà nelle famiglie e la diffusione del
fenomeno del lavoro minorile. In
Mauritania, per esempio, i bambini sotto i quindici anni che lavorano
sono il 23 % , mentre nello Yemen il 13 %, in Egitto il 10 % e in Sudan
il 28 %. Questo
fenomeno in crescita si accompagna ad una diminuzione delle occasioni di
lavoro per un numero sempre maggiore di giovani in età lavorativa. Si
tratta, soprattutto, di laureati, in particolare donne, secondo uno
studio condotto dalla Lega Araba. I dati sono scoraggianti: la crisi
vissuta dalle società arabe si riflette negli indici di sviluppo umano;
la vita media nei paesi arabi è di 66 anni, il reddito medio di 2.400
dollari annui, ma in alcuni paesi del Golfo si raggiungono 20 mila
dollari e in alcuni paesi arabi africani si scende a 200 dollari
l’anno. Le percentuali di istruzione variano da un 95 % nei Paesi del
Golfo al 40 % in altri paesi. Secondo
un panorama editoriale arabo sono quattro i paesi arabi ad aver
realizzato “ il più alto tasso di sviluppo umano”: Bahrayn, Emirati
Arabi Uniti, Qatar e Kuwait. Gli altri si dividono tra uno sviluppo
medio : Arabia Saudita, Oman e Libano e basso: Sudan e Mauritania. Occorre
un aumento della spesa prevista per lo Stato Sociale, in particolare
sanità ed istruzione; maggiori incentivi per la creazione di nuovi
posti di lavoro che possa venir incontro alla forte domanda di impiego
di alcuni Paesi arabi; l’aumento del livello dell’istruzione della
donna ed il rafforzamento della sua partecipazione nell’economia del
proprio paese, oggi attestata intorno ad una media del 28 %; obbligo
scolastico alle scuole superiori fatto che metterà freno al fenomeno
del lavoro minorile e ai suoi pericolosi effetti. Tutte
queste soluzioni sono fondamentali ma non si considera che difficilmente
vedranno la luce finchè il contesto politico internazionale e le
pressioni USA spingeranno la regione verso preoccupazioni esterne e
verso una evidente corsa al riarmo, con un conseguente aumento
stratosferico delle percentuali di Pil utilizzato a questo scopo. L’11
settembre e la guerra all’Iraq hanno prodotto, nelle società civili
arabe, uno choc socioeconomico, una situazione anormale che si assomma a
decenni di clima bellico che ha messo in secondo piano qualsiasi
progetto di sviluppo interno a lungo termine. L’impiccio
iracheno ha fatto sprofondare la regione in un clima pre-guerra civile
libanese nel quale la minaccia statunitense non è più solo politica e
culturale ma fisica, militare e alle porte. |
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