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I miei articoli politici

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“ IL GRANDE, MAGNIFICO GEORGE BUSH LIBERERA’ IL MONDO DALLA TIRANNIA “

 

 

 

Se non ci fosse dovremmo inventarlo, un uomo come il texano George, poiché non esiste al mondo persona più equilibrata e coraggiosa di lui.

Nel suo discorso sull’insediamento, prima del tradizionale “ God bless America”, ha terminato con: “ La nostra è una storia di libertà, conquista dei nostri padri, unico antidoto alla tirannia da esportare nel mondo “.

Il Presidente ha messo a confronto, come già aveva fatto in passato, la fine della guerra fredda alla guerra dell’America contro la moderna minaccia del terrorismo: “ Soltanto stando in allerta su confini lontani potremo difendere il nostro paese” ha detto Bush e ha aggiunto: “C’è solo una forza nella storia che può spezzare il regno dell’odio e dell’ostilità, portare alla luce le ambizioni dei tiranni e premiare le speranze delle persone moderate e tolleranti, e questa è la forza della libertà degli esseri umani”.

Tutto il suo discorso è stato incentrato sulla necessità di esportare la democrazia. Però per vincere si deve rovesciare l’Iran.

Era lapalissiano attendersi un’altra invasione, dopo l’Afghanistan e l’Iraq (ma anche dopo una miriade di governi rovesciati in America Latina ed in Africa) e l’Iran si presta bene per i progetti un po’ fumosi del grande texano. Rovesciare la teocrazia iraniana per battere i terroristi iracheni. Ora, secondo il Presidente yankee il vero problema per lui non è in Iraq, ma nei paesi confinanti come l’Iran e la Siria, perché e da lì che vengono i terroristi, indi occorrono dei cambiamenti di regime a Teheran, Damasco e Ryad, poiché sin quando questo cambiamento non ci sarà, non si potrà parlare di sicurezza nella regione del Golfo. Però tra i paesi dell’Asse del Male non compaiono e non compariranno mai gli alleati strategici in aree dove gli Usa acquistano e acquisteranno il petrolio, come in Arabia, Egitto, Pakistan, Usbekistan, etc.Tutte dittature, al pari dell’Iran e dello Zimbabwe. Lotta alla tirannide, ma solo dove conviene !

L’intervento in Afghanistan , si diceva, era voluto per rovesciare una teocrazia violenta e maschilista, che vedeva le donne messe ai margini della società, senza diritti ed obbligate a portare il burka. Per l’Iraq, tuttavia, il discorso non stava in piedi: si trattava dell’unico paese aconfessionale dell’area e, con la Turchia, di tutti i paesi arabi. Le donne irachene potevano studiare, lavorare, fare carriera, camminavano a volto scoperto e la presenza di altre religioni,come quella cristiana, era tutelata dalla libertà di religione. Persino il vice di Hussein, Tareq Aziz, è cristiano caldeo.

Cosa inventare quindi per giustificare l’invasione americana e quindi una guerra violenta e senza fine ? “In Iraq”giurava lo stesso Dio-Bush, “ ci sono le armi di distruzione di massa”. Armi che, come aveva più volte stragarantito Hussein, non esistevano, tant’è vero che non sono mai state trovate. Una guerra ingiustificabile ed illegale, quindi, che se non altro ha sorbito l’effetto di portare ora sìgli islamici integralisti ed i terroristi in Iraq.

E’ evidente che ben altre erano le mire e gli interessi su cui mettere le mani.

Ecco dunque nuovi “ paesi dell’Asse del Male “per il  secondo mandato del Presidente Bush: Bielorussia, Zimbabwe, Burma, Cuba, Iran e Corea del nord. La lista è stata fornita dal neo segretario di Stato Condoleeza Rice, in una audizione al Senato.

Non saranno per caso i guerrafondai americani ad incarnare coi fatti il Demonio ?

Gli Usa hanno dato via libera ad Israele per distruggere le presunte installazioni militari nucleari iraniane nel caso Teheran rifiutasse di smantellarle. A tradire il segreto  è stato Cheney, quando a margine dell’investitura presidenziale ha dichiarato: “ L’Iran è la prima minaccia per il mondo, e se non riuscissimo a convincerli a fare marcia indietro sul nucleare, ci penserebbe Israele a colpirli “.

Il povero vaccaro George non deve vivere una vita tranquilla, serena, poiché la sua fissazione di voler portare la democrazia in tutto il mondo, costi anche milioni di vittime, è divenuta un fenomeno patologico irreversibile. Deve avere una passione sfrenata per le armi, deve sognarle anche di notte poiché, secondo lui, tutti gli stati, ricchi di petrolio s’intende, celano quantità di armi nucleari, come se in Usa non ci fossero.

Chissà se il grande texano è al corrente che esiste una maledizione per il secondo mandato ?

Alcune circostanze sembrerebbero confermarla, difatti al secondo mandato Nixon ebbe il Watergate, Cinton uno scontro con l’affare Levinski, questo però piacevole. Nel caso di Bush qualche circostanza sembra avvalorare quella superstizione, difatti egli dovrà affrontare il dilemma e giungere o meno alla guerra contro l’Iran e qualsiasi decisione gli attirerà feroci critiche: quella bellica le critiche dei pacifisti, quella pacifica quella dei falchi. Dovrà, poi, affrontare la promessa privatizzazione del sistema sanitario, la più ostica di tutte.

Secondo Michael Ledeen, uno dei principali pensatori neoconservatori statunitensi, da sempre un “falco”, analista dell’American Enterprise Institute, un think tank di Washington DC, molto ascoltato all’interno dell’amministrazione Bush, esordisce dicendosi convinto che “ in Iraq non c’è alcuna escalation di violenza. Al contrario con la presa di Fallujia è stata smantellata la più grande centrale terroristica del Paese” e alla domanda di un corrispondente se i “resistenti” sono patrioti o criminali al soldo di paesi stranieri, Ledeen rispose: “Bisogna distinguere perché da un lato ci sono gruppi appoggiati da Iran e Siria. Da altro lato ci sono i nazionalisti, i nostalgici del regime di Saddam. Rovesciare l’Iran per vincere la guerra.”

E’ inutile tergiversare. Bush ama la guerra, ma soprattutto invadere paesi ricchi, di qualsiasi genere, basta che rendano un enorme profit. Non gli interessa se ciò significa distruzione, morte come ha già fatto in Vietnam, in Afghanistan ed ora in Iraq, che si conosceva solo se si guardava una cartina geografica e di Saddam erano pochi ad esserne a conoscenza. Era un meraviglioso paese, ricco di cultura, di palazzi da mille e una notte, che rispettava tutte le religioni ed ogni settimana invitava a cena, in un suo palazzo, il Nunzio Apostolico cattolico.

Se era dittatore erano affari suoi, però era amato dal suo popolo, anche se si vuol contestare questa posizione e rappresentarlo come un  feroce tiranno. Era amico degli italiani, ci rispettava e nulla di male abbiamo ricevuto da lui. Mentre noi siamo entrati in casa sua come aiuti umanitari , quando aiuto non lo aveva chiesto ed è stato ovvio che i nostri militari ora si siano trovati in piena guerra, sempre grazie al texano e parecchi non abbiano più fatto ritorno a casa se non in una bara.

La Francia e la Germania, che si sono mostrate più intelligenti di noi, non sono intervenute in una guerra senza senso e la Spagna ha richiamato in patria i suoi militari. Ora, pare, Blair, si sia reso conto della pazzia di Bush che vuole invadere altri paesi e vorrebbe il ritorno degli inglesi, fatto che è richiesto da tutta l’Inghilterra.

E noi italiani che facciamo? Se Berlusconi  è grande amico di Bush a noi non importa, però non lo segua nella sua follia. Di disgrazie ne abbiamo già tante in Italia che non è il caso di andarne a cercare altrove. E intanto qualche italiano muore.

Si avvicinano le elezioni per quel povero paese iracheno, ogni giorno vi sono attentati agli stranieri e a chi lavora con loro. I morti non si contano più.

Il terrorismo è nato dopo l’invasione degli americani in Iraq, delle truppe alleate e sembra impossibile non capire che solo con l’evacuazione degli stranieri tutto potrebbe porre fine, perché è questo che vuole l’Iraq, libertà di scegliere se rimanere in dittatura o in democrazia, non l’imposizione.

Ma ci si rende conto che anche noi italiani avremo il rimorso di aver ucciso donne, vecchi e bambini, anche se siamo andati come aiuti umanitari, ma il nostro alleato più temibile è il Presidente Bush che ci ha coinvolti in una guerra che nessuno vuole ?

Lasciate che le elezioni si facciano, ma tornate a casa tutti quanti, solo così gli iracheni potranno scegliersi il capo che vogliono e non ci saranno più attentati e morti. E magari sceglieranno ancora una volta lo stesso Saddam Hussein.

Questa è la speranza di tutti, ma la realtà è che: NON SE NE ANDRANNO !


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