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LA CROCE ROSSA: TORTURE SUI DETENUTI E AMNESTY
INTERNATIONAL: STOP ALLE PISTOLE ELETTRICHE “ “La Croce Rossa denuncia abusi a Guantanamo
“ con questo medesimo articolo il New York Times e Financial Times
aprono le loro edizioni, a firma di Neil A.Lewis. Non si tratta di una notizia vecchia, sebbene ormai la frequenza delle
denunce di abusi su detenuti può indurre a confusione, bensì di un
rapporto confidenziale dell’ Il rapporto, che si riferisce ad una visita effettuata nel giugno 2004. è
stato consegnato ai legali della Casa Bianca, al Pentagono e al
Dipartimento di Stato e ai comandi del centro di detenzioni di
Guantanamo. Il Nyt è
riuscito ad ottenere un memorandum, basato sul rapporto, che ne riporta
ampi stralci. E’ la prima volta che la Croce Rossa, che ha effettuato visite a
Guantanamo fin dal gennaio 2002, si esprime in termini così forti sul
trattamento dei prigionieri. Gli inviati dell’Icrc hanno verificato un sistema volto a fiaccare la
volontà dei prigionieri di Guantanamo, ora circa 550, e di renderli
completamente dipendenti dai loro “inquisitori”tramite “azioni
umilianti, isolamento, temperature estreme, posizioni fisiche
obbligate”. I metodi utilizzati sono stati definiti via via più”repressivi
e raffinati” che nelle visite precedenti. Interrogato sulle denunce contenute nel rapporto, un portavoce del
Pentagono ha risposto: “Gli Stati Uniti svolgono un’operazione di
detenzione inoffensiva, umana e professionale, atta a procurare
importanti informazioni nella lotta al terrorismo”. “Le critiche avanzate dalla Croce Rossa al trattamento riservato dal
governo Usa ai detenuti di Guantanamo sono solo un’ opinione
dell’organizzazione internazionale”. Questa la laconica replica del
portavoce Lawrence Di Rita riferendosi alla Croce Rossa e si tratta del
“loro punto di vista” e questo non coincide con quello
dell’Amministrazione Bush. Di Rita aggiunge poi che l’amministrazione Usa crede nella necessità e
nella legittimità del detenere sospetti nell’ambito della guerra al
terrorismo senza riconoscergli lo status di prigionieri di guerra. Si tratta di combattenti “illegali”, non di prigionieri di guerra
soggetti alla Convenzione di Ginevra, secondo Di Rita. Dal canto suo la portavoce della Croce Rossa Antonella Notari ha osservato
che il loro tentativo è stato quello di far luce su un grave problema e
mostrare che a Guantanamo Bay ci sono problemi significativi per quanto
riguarda le condizioni di prigionia e il trattamento dei detenuti e
questi problemi vanno affrontati. Secondo “Amnesty International “più di 70 persone, negli Usa e in
Canada, sono morte dal 2001, dopo essere state colpite dalle “taser
gun” o pistole elettriche in dotazione alle forze dell’ordine. Le
inchieste, che quasi sempre hanno attribuito i decessi a intossicazione
da stupefacenti, in almeno cinque casi hanno confermato il ruolo avuto
da questi strumenti. In due nuovi rapporti pubblicati ieri sull’uso delle pistole elettriche
negli Usa e in Canada, Amnesty International denuncia l’impiego
illegale di queste armi su “ adolescenti, gente innocua affetta da
disabilità mentale o sotto effetto di stupefacenti, presunti autori di
reati minori e persone che stavano discutendo con agenti di polizia o
che non avevano obbedito, immediatamente, a un comando.” Le prove a disposizione lasciano intendere che l’uso delle “taser gun”
sia ormai divenuto predominante in alcuni dipartimenti di polizia. Si
ritiene che esse siano attualmente impiegate o testate da più di 5.000
poliziotti e guardie penitenziarie in 49 stati degli Usa e che tale
tendenza sia in aumento. Ecco chi sono e come si comportano “Gli angeli del bene”, coloro che,
con la scusante di salvare un popolo dalle dittature, invadono dei
paesi, massacrano civili, torturano prigionieri, però si arricchiscono
con il petrolio, diamanti e tutto ciò che è lucroso. Gli americani non fanno mai nulla se non vi è una ricompensa. Questa è
la loro prassi !
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