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1 mag 08

 

 

intervista

 

la giornalista e scrittrice Ercolina Milanesi

"E’ doveroso ammettere che in Europa i media non scrivono che raramente sulla questione curda"

a cura di Shorsh Surme

- Lei sia come scrittrice sia come giornalista ha conosciuto tutte le tematiche in del Medioriente, e conosce bene la situazione del popolo curdo: un popolo oppresso da secoli, e suddiviso arbitrariamente dalle potenze vincitrici della prima guerra mondiale. Sono una della più importanti ed antiche civiltà dell’Oriente, eppure questa verità elementare e fondamentale resta quasi sempre nell’ombra. Ora che una parte della Kurdistan per esattezza il Kurdistan dell’Iraq si è liberta dopo molti anni di massacri e di brutalità commesso del regime dittatoriale di Saddam nei loro confronti. Secondo lei l’Europa cosa può fare per aiutare quella piccola parte del grande Kurdistan.?

- E’ doveroso ammettere che in Europa i media non scrivono che raramente sulla questione curda e questo è un fattore molto grave. Siete un grande popolo, coraggioso, avete subito un genocidio, la vostra terra è suddivisa in modo indegno, dopo anni e anni non siete ancora riusciti ad ottenere il vostro diritto di avere una nazione. L’Europa potrebbe fare molto per voi, ma gli interessi economici e politici prevalgono e ne abbiamo una prova con la Turchia che entrerà, molto facilmente, nell’Unione Europea.

- Al terzo millennio e all’anno 2008 è possibile che un popolo di 40 milioni di persone che possiede una storia,cultura e una lingua debba lottare ancora per la sua sopravivenza o meglio per la sua esistenza. Lei come vede il futuro di questo popolo è possibile un Kurdistan indipendente che come ben sa è molto più grande del Kosovo?

- Domanda molto ostica a cui rispondere. Pur essendo vostro inalienabile diritto avere un Kurdistan indipendente prevedo che non sarà facilmente raggiungibile in tempi brevi. In questo periodo, sia in Europa che in America, vi è una forte disoccupazione, l’economia è in crisi, lotte intestine nei vari stati in politica. Indi le vostre giuste pretese passano in seconda linea, come d’altronde quei poveri paesi africani ove ogni giorno muoiono a centinaia per mancanza di aiuti o meglio disinteresse.

- La nazione del Kurdistan sicuramente non può vantare gli uomini più ricchi del pianeta, anche se la terra curda galleggia su petrolio che il popolo curdo non mai potuto usufruire per suo sviluppo e per il suo ben essere e genericamente viene indicata come una minoranza oppressa, quindi domandarsi chi sono i curdi, e cercare una risposta a tale interrogativo secondo Lei non è un segno di civiltà?

- Ecco un motivo valido per non darvi il Kurdistan indipendente. I giochi di potere prevalgono su onore e dignità. Il petrolio è oro e difficilmente se ne separa.

Non dovete porvi la domanda chi sono i curdi, perché è lapalissiano che tutto il mondo vi stima, riconosce in voi un popolo meraviglioso che ha subito per anni torture ed avete dovuto andare raminghi per il mondo, scacciati da casa vostra ed ancora alla ricerca della vostra vera identità. Non chinate mai il capo, combattete per i vostri diritti, per la vostra libertà, siate orgogliosi delle vostre radici millenarie, della vostra cultura. Un giorno arriverà, anche per voi, l’agognato Kurdistan indipendente, siatene certi. Non sarete più un popolo che vive parte in Turchia, in Iran, in Iraq e in Siria, ma nel grande Kurdistan perché questa sarà la vostra Nazione, come di diritto.

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