pagina web di Ercolina Milanesi

 

CHI SONO

 

 

 

ERCOLINA MILANESI è giornalista, collaboratrice e free-lance su diversi quotidiani nazionali ed esteri, ed in particolare per «Il Popolo d’Italia», «La Prealpina di Varese», «Rinascita», «Libero», «Il Giornale d’Italia», «Il Secolo XIX», “Il Messaggero”, «La Voce di Parma» e altri, comprese riviste culturali, fra le quali: www.Storico.org”e «L’Altra Voce»; scrive inoltre sui quotidiani stranieri «The Washington Post» (Stati Uniti), «The Economist» (Inghilterra), «Nice-Matin» (Costa Azzurra),”Le Figaro’”(Francia) e «Xebat», il quotidiano più prestigioso nel Kurdistan dell’Iraq e «Panorama Curdo».

Di sé scrive: “Amo molto studiare e le mie materie preferite sono la politica estera (diverse volte sono stata inviata all'estero per reportages), la politica interna, la storia, la teologia e la filosofia".


Adora scrivere ed è sempre in prima linea con le sue osservazioni ed i suoi articoli. Non per nulla è definita «la reazionaria». Nel 2007 ha pubblicato il suo romanzo autobiografico Dolci, tristi ricordi (G. Iuculano Editore). Ha detto di sé: «La mia passione è scrivere, ed ho l’ardore di una ventenne.”
 

Nel 2007 pubblica il romanzo autobiografico "Dolci, tristi ricordi" (Iuculano Ed.), la cui presentazione è nel sito.

 

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NON SI PUO' NE' SI DEVE DIMENTICARE

 

Giornata  grigia, piovosa, e  la  tristezza  è  mia  compagna. Ho  trovato  un  vecchio  album  di  fotografie. Con  mani  tremanti  lo  sfoglio . E  tutto  il  mio  passato  ritorna  veemente. Il  caro  zio  Ernesto, che  tanto  amava  noi  nipoti, mi  sorride, con  dolcezza da  una  vecchia  foto. La mia  mente  torna  al  lontano  1944 , quando  in  Italia  vigeva  il  caos.  Sfollati  a  Montalto  Pavese , ove avevamo  una  bella  villa. Un  giorno , mamma  e  Angelo,  mio  fratello,  vanno  a  Casteggio , con il calesse. Ed  io  a  giocare  a  tennis  dai  conti  Balduino  nel  loro  castello . Al  ritorno  a casa una  amara  sorpresa: la  nostra  domestica  mi  avvisa  che  sono  arrivati  i partigiani  per  prendere  la  mamma. Papà è lontano nelle  Petrolifere  di  Fornovo  Taro, essendo  dirigente. I mezzadri  mi  consigliano  di  scappare  per  paura che i partigiani  possano  rivalersi  su  di  me.  Ho  14  anni , però  incosciente , prendo  la  bicicletta  e  corro incontro  ai  miei  cari  per  avvisarli, e  ci riesco. Però  torno a casa e trovo tutte le  finestre e le porte aperte e la  casa  spoglia di  tutto.  I  partigiani  “garibaldini“ i  più  criminali  comunisti hanno rubato tutto. Io  non  so  che  fare. E’  buio. E’ notte. L’incoscienza  della gioventù  mi  fa scendere  a Casteggio  dai miei  cari, sempre in  bicicletta. Quando  sento  delle voci  maschili  mi butto, istintivamente, in un  fossato e, col  cuore  in  gola ,  odo  dire: “ Peccato  non  abbiamo  preso  la  figlia  del  commendatore . Anche  se Giovane ci  saremmo  divertiti  tutti quanti “ .Questa  frase  non  la  dimenticherò  mai  più ! Dopo  varie peripezie  riusciamo  ad  arrivare  a  Nizza  Monferrato , dai  miei  nonni  materni, i  quali  appena ci  vedono  ci  scongiurano  di  scappare  perché  hanno  già  preso  lo  zio  Ernesto   e  cercano anche  noi. Una  giovane  madre  e due  ragazzi  di   e  16  anni…. La  grave  colpa  imputataci è  l’essere  una  famiglia fedele  al  Duce ! Dopo  varie  fughe  e  soste  in  vari  posti, arriviamo  a  Cittiglio, un  paesino  del  Varesotto ove  papà  ha  trovato  una  bella casa. Lo  zio  Ernesto  Arzani (cognome  di  cui  sono molto fiera) 31 anni , con  un  braccio  anchilosato  per frattura    giocando  a  calcio, indi  esente  dal  militare  è  stato preso  in  un  agguato, portato  in  un  bosco dai  partigiani  comunisti “garibaldini“, amici  d’infanzia  di  mio  zio , lo  hanno  portato in  un  cascinale ove  vi  erano  tre  ufficiali  della  R.S. I. prigionieri.  Ciò  che  è  stato  perpetrato  a mio  zio è inenarrabile. Per  prima  cosa  gli  hanno  rotto  gli  occhiali  (a lui  così  miope), poi, per ore, gli  mettevano il  capo nel liquame  di  un  gabinetto. Seviziato in  tutti i  sensi,  rotto arti  a  bastonate, torturato  per  due  giorni con  secchi  d’ acqua lercia e denudato.  Con una  scure  gli  hanno  spaccato il  cranio  ed  ancora  in vita gettato in  una  fossa con i tre  ufficiali  e seppelliti vivi!!! Quei  bastardi, assassini  non  soddisfatti  di ciò, hanno  chiesto  ai  nonni  del  denaro, adducendo  a  scusa  che  lo  zio  era  vivo  e in  un  campo  di concentramento. I miei  cari  nonni  si  sono  spogliati  di  tutto, senza  sapere  che  lo  zio  dopo  4  giorni  era  già  stato  ucciso . Il  partigiano  chiamato  il  “boia” per  gli  assassinii perpetrati, compreso lo  zio, è  stato  castigato  da Dio: una  bomba  a  mano, con  cui  si  trastullava, è  scoppiata  e  prima  di  morire  ha  avuto  atroce  agonia. Dio  è  giusto! Solo  dopo  due  mesi  si  è  saputo  tutto  questo e  si è  potuto  andare  a  riprendere  le  spoglie (con difficoltà ...)  dello  zio  e  portarlo  nella  tomba  di  famiglia. Ma, quei  maledetti  non  hanno  finito  di  torturarci! Finita  la guerra, il  25  aprile  1945, e persa malgrado  gli  illusi  pensino  di  aver  vinto  ..dopo  alcuni  giorni mamma  ed  io  siamo andate a Milano  per  vedere  la  nostra  casa . Quando  suona  il  campanello ed  io  vado  ad aprire  la  porta  mi  sento  sbattere  contro  il  muro  con il  calcio  di  un  fucile che  mi  fa  cadere a  terra e vedo  orribili  ceffi   che  prendono  la  mamma e  la  portano  via, dopo  averla  picchiata  con  il  fucile. Sola, impaurita torno a  Cittiglio. Mamma  è  stata  portata  nelle carceri  di  San  Vittore, in una  piccola  cella stipata  di  uomini  e donne, senza  potersi  sedere , con  un  bugliolo  per  tutti, 2  giorni  senza  acqua e vitto. Poi  portata  nelle  “famigerate  scuole  di  via  Palmieri“ (ricordo indelebile per i milanesi  per le atrocità che si  facevano) ove  vi  è  anche  il  seguito  romano  di  Mussoline  vari  attori famosi. Io non saprò mai  ciò  che  successe  in  quei  locali, perché  mamma  ha  sempre  taciuto  su  quello  che  le hanno fatto  subire  i  partigiani. Ogni  mattina li caricano a centinaia  su  camion  scoperti e li fanno girare per  le vie  di  Milano. I cittadini che sino a pochi giorni prima osannavano al  Duce ed al fascismo, come  orde  di  barbari lanciano su quei poveretti escrementi  umani, bottiglie, pietre, sassi,tutto ciò che poteva ledere. Di notte i bastardi partigiani entrano nelle camerate e li avvisano che l’indomani saranno tutti uccisi, con  ghigno satanico. Dopo due  mesi  di  torture  mamma, tramite avvocati, viene liberata, mentre  i  suoi  compagni di carcere vengono quasi tutti uccisi nelle camere di tortura. Ecco! Questo  hanno  fatto  i  partigiani, i comunisti  osannati, ancora  oggi, da  questo  Governo iniquo. Quando  sento  parlare  di  ebrei, di ciò che hanno passato nei lager tedeschi, mi  chiedo il perché i giovani  debbono  essere  ignari  di  ciò  che  hanno  fatto i  partigiani?  Il  genocidio  (non  olocausto, come  erroneamente  definito ) è  stato  perpetrato  anche  verso  i fascisti, verso  gente che non ha mai fatto male a nessuno,  ma  solo  per  essere stati  fedeli  a  Benito  Mussolini, che  tanto bene  ha  fatto  per  le classi operaie e meno  abbienti. Fa comodo dimenticare il buono che si è  percepito… E’ più  produttivo  parlare  di  infamie e  di  vergogna  per  avere  voti, vero?  E pensare che in  Parlamento  ed  al  Senato  quanti  sono  i  fascisti  di  un  tempo? Parecchi, però  non  si  deve  dire! Io, che ero orgogliosa di essere italiana, ora  provo  vergogna di esserlo, perché il passato non si Cancella; la  mia  memoria è  ottima e  non saprò mai perdonare quegli esseri che non hanno mai smesso di essere comunisti, anzi stanno aumentando e  sono  seduti  sugli  scranni del  Parlamento. A te, caro  zio  Ernesto, mai  dimenticato, ed  a te  mamma  che  hai  tanto  sofferto, tu che hai sempre fatto del bene a  tutti  e  sei  stata  una  fervente  cattolica  praticante, dico arrivederci in  Paradiso, ove  saremo nuovamente uniti, finalmente felici! Questa  Italia, dalle leggi inique, dalla criminalità costante, governata dall’anarchia, dall’ateismo è  fatta, solo, per un  ceto che  noi non potremmo mai accettare!


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