Ercolina Milanesi
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Reportage
Gheddafi a Roma: "L'Islam diventi al religione d'Europa"
Il
Colonnello è
arrivato a Ciampino,
a riceverlo il
ministro degli
Esteri Frattini. Poi
l'incontro con
centinaia di ragazze
nella tenda vicino
all'ambasciata:
"Convertitevi" e a
tutte regala il
Corano.
Gheddafi:
colonialismo infame
"Noi condanniamo
Mussolini, Graziani
e Balbo: quello che
hanno fatto in
Libia, deportazioni,
uccisioni,
distruzioni di case,
è infame", ha detto
il leader libico nel
corso del suo lungo
intervento (quaranta
minuti). Il beduino
perché non racconta
che Mussolini portò
la civiltà in Libia,
costruì case, vie,
acquedotti, luce
elettrica, tutte
cose che non
sapevano neppure che
esistessero i
libici. Insegnò a
coltivare il grano,
l’igiene che non era
conosciuto.
L’Inghilterra e la
Francia trattarono i
libici e gli etiopi
come schiavi ed
erano odiati dagli
indigeni per questo,
ma non gli italiani
che erano amati per
gli aiuti e per il
trattamento umano
riservato a quel
popolo. Il premier
alla caserma Salvo
D'Acquisto, dove si
è festeggiato il
secondo anniversario
del trattato
italo-libico: "Chi
non capisce che
l'amicizia fra Libia
e Italia è a
vantaggio di tutti
appartiene al
passato ed è
prigioniero di
schemi superati, noi
invece vogliamo
guardare al futuro".
Intervento fiume di
Gheddafi: attacca il
colonialismo, invoca
un seggio permanente
all'Onu per l'Italia
e chiede soldi
all'Ue per
contrastare i
clandestini.
Gheddafi ha invitato
i libici che
dispongono di
risorse economiche e
finanziarie ad
investire in Italia.
"C'é anche una
immigrazione
richiesta - ha
spiegato il
Colonnello -. Ci
sono libici che
hanno soldi e io li
incoraggio a venire
in Italia per
investire in
Italia". L'Italia è
stato indubbiamente
e senza pericolo di
smentita, l'unico
paese europeo che ha
portato innovazione
e civilizzazione nei
luoghi che erano ad
esso assoggettati,
al contrario di
tutti gli altri
paesi per i quali
colonialismo diventò
da subito sinonimo
di sfruttamento,
schiavitù e mercato
di sbocco per le
merci nazionali.
Ma bravo Presidente
del Consiglio, ha
proprio deciso di
ritirarsi dalla
politica? Come fa a
considerare il
beduino un amico
dell’Italia e amico
Suo personale quando
questo auspica che”
l’Islam diventi la
religione d’Europa”
e ha fatto
proselitismo con
centinaia di ragazze
e dato loro il
Corano con la
speranza che
abiurino il
cristianesimo per
passare all’Islam?
Non ha idea, caro
Presidente, quanto
sia stato deleterio
il soggiorno di
Gheddafi in Italia.
Lei la penserà in
modo diverso, ovvio,
ma non dimentichiamo
che pecunia non olet
e molti sono gli
interessi fra i due
stati. Però, duole
ammetterlo, molti
suoi fan non hanno
gradito le parole
del beduino e alle
prossime elezioni
Lei ci rimetterà dei
voti. Gli islamici
non sono amati dagli
italiani, almeno la
maggioranza, qualche
alieno vi è sempre.
Con tutto quello che
stiamo passando per
la politica che non
funziona per nulla,
chiedo venia, ci
voleva anche il
beduino musulmano a
fare “pubblicità”
all’islamismo; siamo
invasi dagli
immigrati ed i
peggiori sono
proprio i musulmani
che pretendono
moschee in
continuazione e sono
accontentati quasi
sempre. Ed ora il
beduino ha detto
chiaro e tondo che
verranno libici
ricchi ad investire
a casa nostra. OK,
diamo loro il
benvenuto,
lasciamoli creare
fabbriche , ovvio
con dipendenti loro,
gli italiani possono
morire di fame o
emigrare come sta
già succedendo.
Parecchi sono già in
Romania a lavorare,
dato che i rumeni
hanno preferito
venire in Italia non
a lavorare, bensì a
farsi mantenere da
noi e se vi sono
atti criminosi sanno
che non sconteranno
neppure un giorno di
galera in Italia,
mentre al loro paese
le condanne sono
scontate sino alla
fine, compreso
l’ergastolo.
Bellissimi i
festeggiamenti in
onore a Gheddafi, ma
chi pagherà le folli
spese se non il
popolo?
Ma non dovremmo
essere in crisi? Sì,
lo siamo, ma solo
quando conviene.
Signor Presidente
del Consiglio, non
dimentichi che il
popolo italiano oggi
ama, domani odia, e
la storia ci ha reso
edotti in materia
più di una volta.
“Tutte le leggi
umane, non quelle
divine, sono il
risultato di uno
sforzo di uomini.
Altri uomini
vengono, modificano,
aboliscono,
perfezionano. Non ci
vuole nulla ad
abolire. Distruggere
è facile, ma
costruire è
difficile”.
ERCOLINA MILANESI
Proposta shock di
un consigliere
regionale PDL:
"Incenerire i cani
contro il
randagismo"
E'
polemica sulle
dichiarazioni,
apparse ieri sul
quotidiano l'Unione
Sarda, di un
consigliere
regionale del Pdl,
Gianfranco
Bardanzellu, che ha
proposto "di
incenerire i cani
per risolvere
l'emergenza
randagismo nel
Comune di Olbia e
nell'intero
territorio della
Regione Sardegna".
Sconcerto è stato
espresso dal
sottosegretario alla
Salute, con delega
alla medicina
veterinaria,
Francesca Martini,
che si è detta
"profondamente
indignata per una
proposta così
incivile''. Il
sottosegretario ha
poi ricordato che
''nel nostro Paese
l'uccisione degli
animali d'affezione
è un reato
sanzionato
penalmente".
"Le leggi dello
Stato di tutela dei
cani - sottolinea in
una nota la Martini
- puniscono chi li
abbandona, maltratta
e uccide. Ritengo
indispensabile
ribadire che il
dovere dei
rappresentanti delle
istituzioni, come
dello stesso
consigliere
Bardanzellu, è
quello di far
rispettare le norme
vigenti e non
istigare a
commettere reati,
dimostrando una
totale ignoranza
delle leggi di cui
dovrebbe essere
garante".
Ad essere sinceri le
leggi dello Stato di
tutela dei cani ci
saranno, ma mai
messe in pratica.
Prova lampante in
estate i randagi
aumentano perché
abbandonati sulle
strade e autostrade
da chi va in
villeggiatura e
l’unico vero amico
dell’uomo diventa un
fastidio. Da
sondaggi stranieri
l’Italia è il paese
che ama meno gli
animali.
Ora questo
consigliere del PDL,
il sardo Bardanzellu,
oltre ad odiare i
cani dimostra un
animo perfido, una
crudeltà insita nel
suo ego che fa
ribrezzo e denota
una mente malata.
Il PDL che sta
attraversando un
periodo non certo
felice non aveva
bisogno di avere in
lista anche questa
specie di essere che
di umano non ha
nulla. Bella
pubblicità!
Che sia di una
crassa ignoranza è
lapalissiano perché
la cremazione è una
scelta che fa una
persona quando
lascia la terra.
Ma avere il coraggio
di bruciare dei
poveri cani che sono
i migliori e più
sinceri amici
dell’uomo è
intollerabile. Quel
pazzoide sardo
avrebbe, forse, il
coraggio di farli
cremare anche da
vivi.
Un consiglio, stia
alla larga da chi
ama gli animali,
perché il primo ad
essere incenerito
non sarebbe un cane
ma lei e si vergogni
della sua orrenda
proposta se ha un
minimo di dignità!
Ma non credo, meglio
che vada in cura da
un bravo psichiatra!
ERCOLINA MILANESI
La moschea a
Graund Zero e a
Greve in Chianti,
atto di guerra, non
di pace
Se
ne parla da diversi
giorni, sulla stampa
e sui telegiornali:
un’associazione
musulmana ha chiesto
alle autorità di New
York, e purtroppo
ottenuto, il
permesso di
costruire una
gigantesca moschea,
la “Cordoba House”,
a pochi isolati di
distanza da Ground
Zero. A dare un
decisivo impulso
alla costruzione di
tale edificio ci ha
pensato il
Presidente Obama in
persona, che ha
sostenuto a spada
tratta la necessità
di non discriminare
in alcun modo la
libertà religiosa,
sacra negli Stati
Uniti. Grande Capo
“Voce Tonante” Obama
ha insomma elargito
all’America
l’ennesima lezione
di correttezza
politica, per paura
di offendere la
sensibilità
religiosa dei
musulmani. Ma se ne
è fregato
tranquillamente
della sensibilità di
tutti quegli
americani indignati
per l’arroganza con
la quale i musulmani
pretendono (il loro
verbo preferito, in
tutto il mondo!) di
costruire una
moschea là dove i
loro terroristi
hanno compiuto una
strage di
proporzioni
gigantesche: oltre
2800 esseri umani
sono infatti morti
nel crollo delle due
torri. E, per
favore, non mi si
venga a cantilenare
la solita litania:
che il terrorismo
non ha nulla a che
vedere con l’Islam,
che è una scheggia
impazzita, ecc.
Certo non tutti i
musulmani sono
terroristi, ma è un
dato di fatto che
tutti i terroristi
odierni provengono
dalle fila
dell’Islam e
giustificano le loro
stragi con quei
versetti coranici
che incitano alla
guerra senza
quartiere contro gli
infedeli. Grande
Capo “Voce Tonante”
Obama finge poi di
ignorare che coloro
che sono contrari
alla moschea a
Ground Zero hanno
semplicemente
proposto di
spostarla qualche
isolato più in là,
senza dunque negare
ai musulmani di
Manhattan la
possibilità di
pregare. Giustamente
Robert Spencer, in
un articolo su
Cordoba House sul
suo sito
http://www.jihadwatch.org/
, scrive di
tentativo di imporre
la supremazia
dell’Islam
all’America e al
mondo intero, ma io
mi spingo ancora più
in là, e parlo
apertamente di atto
di guerra,
psicologica, se
vogliamo, ma pur
sempre guerra. E mi
fanno ridere i
sostenitori di tale
progetto che
continuano a
pontificare le
solite banalità:
“gesto distensivo”,
“luogo di pace e di
preghiera”,
“contributo al
dialogo
interreligioso” e
via sviolinando. Il
solito belato
pacifista a senso
unico, insomma,
tanto più sonoro
quanto più deve
coprire il ringhio
minaccioso del lupo
sotto la pelle di
agnello. Atto di
guerra, dicevo,
perché i conflitti
si vincono innanzi
tutto sul piano
psicologico, prima
ancora su quello
dello scontro
fisico; e questa è
precisamente la
tattica usata con
successo dall’Islam
negli ultimi anni,
nei confronti del
mondo intero:
intimidire con gli
attentati
terroristici, con i
disordini nelle
banlieu francesi,
con gli stupri
vigliacchi ai danni
delle nostre donne,
in modo da strappare
sempre più
concessioni per i
milioni di immigrati
islamici che hanno
invaso l’Occidente.
Ma la guerra
psicologica più
sottile si può fare
anche con gesti
apparentemente
pacifici, che però
in realtà sono una
dimostrazione di
forza e di
supremazia tale da
ingenerare la
sensazione di non
avere più scampo. E,
al di là
dell’indiscutibile
arroganza dimostrata
dagli islamici, è
precisamente questo
il messaggio
sottinteso alla
costruzione di una
moschea in un luogo
dalla fortissima
valenza simbolica
come Ground Zero:
“Se riusciamo a
costruire QUI il
nostro luogo di
culto, abbiamo già
vinto!” Il fatto che
Grande Capo “Voce
Tonante” Obama non
riesca (o non
voglia) vedere
questa logica così
elementare, dovrebbe
essere motivo di
grande apprensione
per gli elettori
americani, che tanta
fiducia hanno
riposto nel primo
Presidente negro
della storia. Da New
York spostiamoci in
un paesaggio
completamente
diverso, in Italia,
tra le dolci colline
del Chianti. Ma
anche qui scopriremo
che la minaccia che
incombe è la stessa,
perché la logica che
ha guidato alla
richiesta di una
moschea a Ground
Zero è identica a
quella che ha spinto
i musulmani a
richiedere un centro
culturale islamico,
e quindi futura
moschea, a Greve in
Chianti. Questa è
infatti la cittadina
toscana che ha dato
i natali alla
famiglia di Oriana
Fallaci: calpestare
la memoria del
grande scrittore
(come lei stessa
amava definirsi),
tra i primi a
lanciare l’allarme
sul pericolo Islam,
significa far
passare un messaggio
di inarrestabilità e
dunque di
invincibilità. Bene
ha fatto la Lega
Nord toscana ad
opporsi a tale
vergognosa
iniziativa,
raccogliendo le
firme tra i
cittadini di Greve
per un referendum
consultivo pro o
contro la moschea. E
mi conforta sapere
che, in una città
che ha sempre votato
per la sinistra, i
“NO” alla moschea
sono stati di gran
lunga più numerosi
dei “SI”, 1402
contro 51, per la
precisione. Stesso
risultato, qualche
mese prima, a
Genova, nell’analogo
referendum voluto
dalla Lega Nord
contro la moschea al
Lagaccio, quartiere
storicamente
“rosso”. Segno
dunque che anche
molti ex compagni si
stanno rendendo
conto del pericolo
rappresentato
dall’islamizzazione
a ritmi forzati
delle nostre terre.
Mi piacerebbe che
anche a New York,
prima di dare il via
libera alla
costruzione di
Cordoba House,
venisse indetto un
referendum per
capire cosa ne pensa
la gente
dell’abominio di una
moschea sul luogo
dove i seguaci
dell’Islam hanno
fatto quasi tremila
morti. Altrimenti la
tanto decantata
democrazia americana
subirà uno smacco
terribile, tale da
rafforzare
ulteriormente il
senso di vittoriosa
impunità dei
musulmani. Il
messaggio che
passerebbe sarebbe
in tal caso
devastante:“Non solo
non riuscite a
fermarci, ma non
riuscite neppure ad
attivare i più
elementari
meccanismi
democratici”.
Tratto da
www.congredior.eu
ERCOLINA MILANESI
Finlandia, paese dei
mille laghi
Lunedì
2 Agosto 2010, ore
10.00 del mattino,
la sala imbarchi
dell’aeroporto di
Malpensa è stracolma
di vacanzieri,
specialmente giovani
muniti di zaini e
sacchi a pelo in
procinto di partire
per varie mete
mediterranee,
capitali europee ed
extraeuropee.
Mi avvio verso
l’area 9 dove
verranno accettati i
bagagli del volo
Finnair per
Helsinki, previsto
per le ore 11h30.
Nonostante l’elevato
flusso di persone,
le operazioni,
incluse quelle di
controllo di
polizia, si svolgono
in modo snello e
senza intoppi.
Una sosta per un
cappuccio e una
brioche, uno sguardo
alle vetrine del
duty-free,
l’acquisto di una
rivista e mi avvio
verso la porta 25
dell’area A per
l’imbarco, cosa che
avviene puntualmente
alle ore 11h00.
L’aereo, un Airbus
319 con circa 140
persone a bordo, è
pieno, non c’è un
posto libero. Un
contrattempo tecnico
ci fa ritardare il
decollo di circa
mezzora. A
mezzogiorno, infine,
partiamo.
Dopo il decollo il
comandante e
l’equipaggio ci
danno il benvenuto a
bordo e ci informano
che il volo durerà
circa 2 ore e 40
minuti. La rotta
prevede di volare in
direzione est verso
il Lago di Garda,
dopodichè in
direzione nord
sorvolando
Innsbruck, la
Baviera Orientale,
Praga, Danzica, la
Costa Baltica,
Tallinn ed infine
l’arrivo
all’aeroporto di
Helsinki-Vantaa.
A mezzora dal
decollo il personale
di bordo
distribuisce un
panino caldo, una
bibita non alcolica
a richiesta (le
bevande alcoliche si
pagano), thé o
caffè.
La Finnair avvisa
che dal 1° Luglio
2010 i voli al di
sotto delle 4 ore di
durata non prevedono
un pasto caldo
cucinato come
avveniva in
precedenza, ma si ha
diritto solo ad uno
“snack” (sempre in
nome del risparmio).
La cosa mi delude un
po’, ma pazienza!
Sono seduta ad un
posto corridoio,
alla mia destra due
signore in pensione
di Monza che
rimarranno ad
Helsinki per due
giorni dopodichè
ripartiranno per
Ivalo in aereo
(all’estremo nord
della Lapponia
finlandese, oltre il
circolo polare
artico) e da lì, in
pullman, a Kirkenes
(estremo nord della
Norvegia, sul
confine russo) da
dove si
imbarcheranno su una
nave per una
crociera nei fiordi
norvegesi che
terminerà a
Copenhagen in
Danimarca. Durata 15
giorni.
Beate loro! Io ho
solo 5 giorni a
disposizione per
visitare quanto più
possibile di un
paese che mi ha
sempre incuriosita.
Tra una chiacchiera
e l’altra il tempo
vola, l’aereo inizia
ad abbassarsi di
quota, il comandante
annuncia che entro
15 minuti
atterreremo. Il
tempo a Helsinki è
ottimo, la
temperatura al suolo
è di 29 gradi.
Atterrati e sbarcati
senza problemi, mi
accingo a ritirare
il bagaglio sul
nastro della sala
arrivi. Sono le ore
14h40 ora italiana
ma in Finlandia, per
via del fuso orario,
sono le 15h40.
Esco e finalmente
trovo il Sig. Veikko
Haverinen, signore
finlandese di 68
anni, in pensione,
ex dirigente di una
società commerciale
che distribuisce
pezzi di ricambio
per officine
meccaniche.
Un gigante di un
metro e novanta per
110 kili, che mi
farà da autista e da
accompagnatore,
assieme alla moglie,
nel mio breve tour
finlandese.
Lo conobbi anni fa
sul Lago Maggiore
dove veniva nel mese
di Luglio a
trascorrere le
vacanze estive con
la sua consorte. I
coniugi Haverinen
hanno due figli, uno
di 42 anni che è
ufficiale
nell’esercito
finlandese ed una
figlia di 36 anni
insegnante di scuola
media, entrambi
sposati ma che
abitano uno nella
città di Hamina e
l’altra a Tampere.
Dopo i saluti ed il
rituale TERVETULOA
SUOMI (benvenuta in
Finlandia), mi
accompagna all’auto
e dopo aver caricato
i bagagli ci
dirigiamo verso casa
sua, un piccolo
paesino a circa 60
Km. a nord di
Helsinki. All’arrivo
la moglie Helena mi
abbraccia e mi
invita a sedermi in
giardino, un
meraviglioso spazio
verde ben curato,
cinto di fiori e di
betulle, per bere
qualcosa di fresco.
Sono ospite a casa
loro, una villetta
molto carina, in
parte in muratura e
in parte in legno, a
due piani, arredata
con gusto e calore,
forse per
sdrammatizzare i
lunghi mesi
invernali. Lo scorso
inverno sono caduti
150 cm. di neve e la
temperatura oscillò
per oltre un mese
fra i meno 15 e i
meno 25 gradi.
Dopo essermi
sistemata nella mia
stanza e dopo una
rapida doccia,
scendo in giardino
in attesa dell’ora
di cena.
Lì cominciamo a
parlare del più e
del meno. Il dialogo
avviene in inglese
in quanto tentare un
approccio con la
lingua finnica è
un’impresa
impossibile.
Volendo fare un
raffronto con
l’Italia, chiedo ai
miei amici quanto
spendono all’anno in
luce, acqua, gas e
telefono. Mi fanno
presente che in
Finlandia, con la
sola eccezione di
alcuni quartieri di
Helsinki, nessuno
usa il gas per
riscaldarsi o per
cucinare. Tutti
usano l’elettricità
o la legna. La
Finlandia è un paese
autosufficiente dal
punto di vista
energetico.
E’ in funzione una
centrale atomica e
si sta discutendo di
costruirne un’altra.
Le numerose centrali
idroelettriche fanno
il resto. Gli
Haverinen hanno
fatto un contratto
con l’agenzia
elettrica locale e
pagano, ogni mese,
per 12 mesi
all’anno, 93 Euro,
quindi con poco più
di 1.100 Euro annui
si riscaldano e
cucinano. Per quanto
riguarda l’acqua
pagano una media di
45 Euro ogni due
mesi.
Decisamente
meno caro che da
noi. Per quanto
concerne il telefono
è difficile
districarsi nel
complesso tariffario
delle varie
compagnie e non sono
riuscita a dare una
valutazione precisa,
ma credo che anche
la bolletta
telefonica sia meno
cara che da noi.
Chiedo loro a quanto
ammonta in media uno
stipendio di un
operaio finlandese.
Il minimo salariale
è di Euro 1.200 Euro
mensili (dai quali
il lavoratore deve
detrarre dal 15 al
18%) ed un contratto
a termine non può
superare i 4 mesi di
durata.
Un operaio
metalmeccanico con
10 anni di
esperienza guadagna
2.000/2.100 Euro
mensili (meno il
15-18% di imposta a
suo carico). Le
tasse sui redditi
sfiorano il 50% ma
l’evasione fiscale è
una fenomeno quasi
sconosciuto. In
pensione si va a 65
anni, sia uomini che
donne. Ci si può
andare anche a 62 o
a 60 anni ma, in
questo caso, la
quota pensionistica
mensile si riduce in
proporzione.
L’assistenza
sanitaria è di
rimordine, sia per i
malati che per gli
anziani nelle case
di riposo o a
domicilio. Il
sistema sanitario
finlandese ha uno
dei più alti
standard al mondo
(assieme ai
“colleghi” svedesi,
norvegesi e danesi).
La Finlandia, ad
esempio, detiene il
più basso tasso al
mondo di mortalità
infantile. Questo
paese ha anche altri
record: ha il tasso
di alfabetizzazione
del 100% ed è ai
primi posti per il
tasso d’acquisto di
libri e quotidiani
pro-capite.
La scuola
dell’obbligo inizia
all’età di 7 anni e
prevede 9 anni di
frequenza divisi in
un primo ciclo di 6
anni ed un secondo
ciclo di 3.
La scuola è
totalmente gratuita,
gratuiti sono i
libri di testo e
tutti gli accessori
ed i materiali
didattici, gratuito
è il pasto ed il
trasporto per
distanze superiori
ai 5 km.
In Finlandia vi sono
ben 20 università,
gratuite in quanto
gestite e finanziate
dallo stato.
L’accesso avviene
tramite esame di
selezione. In genere
l’anno scolastico
termina a fine
Maggio ed inizia
nella prima decade
di Agosto. Il
periodo delle ferie
è Luglio.
Politicamente è una
repubblica
democratica a
rappresentanza
parlamentare con un
sistema di governo
semi-presidenziale
ed un sistema
multipartitico. Il
Primo Ministro è una
giovane donna di 42
anni, Mari Kiviniemi,
del Partito di
Centro. Il
Presidente della
Repubblica è una
signora di 67 anni,
Tarja Halonen, del
Partito
Socialdemocratico.
La Finlandia
acquisisce la
propria indipendenza
il 6 Dicembre 1917
dopo essere stata un
granducato autonomo
collegato all’impero
russo dal 1809
quando fu
conquistata dallo
Zar Alessandro I°.
Prima ancora fece
parte del Regno di
Svezia per molti
secoli.
Lo svedese è infatti
la seconda lingua
parlata nel paese,
in particolare nella
sua parte orientale.
Molti nomi di città
e paesi sono
indicati in doppia
lingua: finlandese e
svedese.
Qui un esempio:
NOME FINLANDESE
DELLA CITTA'
NOME SVEDESE
Helsinki -
Helsingfors
Turku - Abo
Pori - Bjoerneborg
Tampere - Tammerfors
Parainen - Pargas
Pietarsaari -
Jakobstad
Kokkola - Karleby
Dopo
le vicissitudini
della Seconda Guerra
Mondiale, che ha
visto la Finlandia
simpatizzare per la
Germania
Nazionalsocialista
in funzione
anti-sovietica,
tramite l’uomo forte
dell’epoca il
Maresciallo
Mannerheim, il paese
entrò a far parte
dei paesi dell’EFTA
(European Free Trade
Association), ossia:
Associazione Europea
di Libero Scambio,
fondata nel 1960 per
quegli stati (una
decina) che per
motivi politici o
strategici non
potevano o non
volevano entrare
nella Comunità
Economica Europea,
come Svezia,
Austria, Islanda,
Norvegia e altri.
Oggi l’EFTA è
obsoleta e non ha
più alcun valore
politico o
commerciale.
La situazione
politica finlandese,
mi dicono i coniugi
Haverinen, è stata
spesso
caratterizzata da
turbolenze politiche
interne anche se i
giornali europei non
ne hanno quasi mai
parlato. Il periodo
di maggior stabilità
fu durante il
governo di Urho
Kekkonen, del
Partito di Centro,
in carica dal 1956
al 1981, considerato
un vero e proprio
padre della nazione.
Un politico che
seppe dare un
decisivo impulso
all’economia del
paese restando
sapientemente in
equilibrio tra
Unione Sovietica e
Occidente
filo-atlantico e
facendo affari con
entrambi.
Lasciamo questi
discorsi di cultura
generale per
metterci a tavola.
La signora Helena mi
ha preparato un
meraviglioso salmone
al forno con
contorno di verdure
e legumi vari, il
tutto innaffiato da
un vino bianco
australiano (di cui
non ricordo il nome)
ma ottimo. Per
finire un dolce alla
panna con frutti di
bosco, un caffé
(beh, si fa per
dire. Niente che
assomigli al nostro
italico caffè!) e
come digestivo un
bicchierino di
Mesimarja, liquore
dolce fatto con
lampone artico, una
bacca che proviene
da una pianta
arbustiva della
famiglia delle
rosacee.
Si sta facendo
tardi, ma fuori è
ancora chiaro. Non
c’è più il cosidetto
“sole a mezzanotte”
in quanto il periodo
va da fine Maggio a
inizi Luglio, però
non c’è ancora una
vera e propria notte
buia, almeno fino
alla fine di
Settembre/inizi di
Ottobre. Questo
perché ci troviamo
al sud della
Finlandia, mentre
all’estremo nord il
fenomeno è ancora
visibile.
Dopo una notte
tranquilla e di
assoluto riposo,
all’indomani
partiamo per
Helsinki, città che
sfiora i 600.000
abitanti, ma se
aggiungiamo la
cintura urbana
composta dalle
città-satellite di
Espoo e Vantaa si
arriva a toccare il
milione di persone,
su una popolazione
totale di circa
5.300.000 abitanti
sparsi su un
territorio di circa
340.000 Km quadrati
(circa il 15% più
vasta dell’Italia).
E’ forse il paese
con la più alta
concentrazione di
laghi al mondo
rispetto
all’estensione del
suo territorio. La
superficie totale
dei suoi laghi pare
corrisponda alla
metà della
superficie totale
del paese. Helsinki
è una città pulita e
ordinata con molti
spazi verdi. Il
centro è moderno ma
con la presenza di
vecchi palazzi
restaurati e chiese
luterane. Il porto è
una delle zone più
tipiche. Da lì
partono enormi navi
che effettuano
crociere sul Baltico
e sul Golfo di
Botnia. Vi sono
imbarchi giornalieri
su aliscafi e
traghetti diretti a
Tallinn, in Estonia
ma anche per i porti
di Kiel, Travemuende
e Lubecca in
Germania.
A ridosso del porto
vi è una zona
rinomata per i suoi
ristoranti, mentre
la strada che dal
porto rasentando la
costa va verso
ovest, attraversa
una magnifica zona
residenziale fatta
di ville color
pastello e giardini
fioriti che tolgono
il fiato.
La città è
trafficata ma non è
caotica, le strade
sono molto ampie e
il traffico scorre
in modo fluido.
A circa 50 Km a est
della capitale
attraversiamo Porvoo,
una cittadina
ridente nota per la
sua parte antica con
vecchie case e
chiese restaurate
nello stile del 19°
secolo. Un centinaio
di kilometri più
avanti troviamo
Hamina nota per i
suoi concerti rock
estivi che
richiamano
tantissimi giovani
anche dall’estero.
Ci dirigiamo per un
altro centinaio di
kilometri più a est,
verso la città di
Lappeenranta (Villmanstrand
in svedese) a circa
20 Km dal confine
russo. Una ridente
cittadina di circa
70.000 abitanti su
un meraviglioso
lago, il cui nome è
Saimaa, dal quale,
mi dicono, si può
partire con un
battello ed
attraversando i
numerosi laghi e
canali navigabili si
arriva fino in
territorio
sovietico.
Alloggiamo all’hotel
Scandic, a 200 metri
dal lago.
Era
uno snodo
commerciale fin dal
Medio Evo. Fece
parte della Russia a
partire dal 1743 e
ritornò ad essere
finlandese solo nel
1917.
Monumenti da vedere
sono una chiesa
ortodossa del 1785
posta su una collina
dove sorgeva una
fortezza che
dominava il lago, e
una chiesa lappone
del 1794.
La serata sul lago
fu meravigliosa.
Battelli e velieri
ancorati al porto e
adibiti a
ristoranti, bar e
pub.
Un lungolago che si
estendeva per oltre
un kilometro con un
alta densità di
piccoli
ristorantini.
Nella piazzetta del
porto un orchestra
che suonava e tanta
gente che si
attardava godendosi
questo caldo estivo
un po’ atipico per
queste latitudini.
Ci fermiamo in un
ristorante con
veranda. Ceniamo
all’esterno. Come
menù scelgo la carne
di renna cotta nel
vino rosso con
l’immancabile
contorno di verdure
e patate lesse. Un
piatto ottimo e
gustoso,
accompagnato da un
vino rosso argentino
(vitigno Shiraz).
Il conto fu
abbastanza salato,
125 Euro per tre
persone. Solo il
vino costava 32
Euro. Gli alcoolici
sono molto cari in
Finlandia perché
gravati di una forte
tassa governativa.
Basti pensare che un
bicchierino di
Cognac francese
costa ben 12 Euro,
contro i 4 o 5 Euro
che si pagano in
Italia.
Alla fine della
serata saliamo su un
veliero adibito a
bar, ci beviamo una
birra ed assistiamo
ai fuochi
artificiali sul
lago, di una
bellezza estrema.
Verso la mezzanotte
e mezzo rientriamo
in hotel.
Al mattino seguente,
Mercoledì 4 Agosto,
dopo una buona
colazione al buffet
dell’hotel partiamo
per Savonlinna,
circa 160 Km. più a
nord. Piccola
cittadina di circa
30.000 abitanti,
molto carina e,
manco a dirlo, su un
meraviglioso lago in
mezzo a stupendi
boschi di abeti e
betulle.
La città è famosa
per il suo castello
e le sue
rappresentazioni
teatrali estive
dedicate ai maggiori
compositori e
maestri della musica
mondiale.
Da Savonlinna
ripartiamo per
Jyvaeskyla, a circa
200 Km. verso ovest.
Città di circa
80.000 abitanti
situata nel centro
della Finlandia
lacustre, cioè
quella con la più
alta densità di
laghi,.
E’ una città moderna
e ordinata con un
centro fatto di case
del 19° secolo
ristrutturate e ben
curate.
Il centro è
caratterizzato da un
ampia zona pedonale
costellata di
trattorie, birrerie
e negozi..
La città fu fondata
nel 1837, possiede
il più antico liceo
di lingua finlandese
e la prima scuola
per insegnanti
fondata nel 1863.
Jyvaeskyla è anche
un attivo centro
industriale dove vi
si lavorano legno,
carta, fiammiferi e
calzature. Vi è pure
una fabbrica di
armi.
Anche qui alloggiamo
all’hotel Scandic. I
signori Haverinen
hanno infatti una
carta di frequenza
su questa catena di
alberghi e possono
usufruire di sconti
fino al 30% sui
pernottamenti.
Ceniamo in un
ristorante molto
carino con solo una
quarantina di posti
a sedere. Anche qui
il conto è salato ma
i piatti erano
squisiti quindi non
ci lamentiamo.
Facciamo una
passeggiata per la
città, è una serata
calda e umida, ci
fermiamo a gustare
un gelato.
Attorno alla
mezzanotte
rientriamo.
Prima di
addormentarmi guardo
un po’ di TV, niente
di particolare, non
vi sono programmi
RAI o MEDIASET e
pertanto arrivo sul
canale della BBC
inglese che parla
della tremenda
situazione in Russia
ed in particolare a
Mosca a causa degli
incendi boschivi
provocati da un
eccezionale ondata
di calore che i
russi non ricordano
(Mosca è
costantemente oltre
i 35 Gradi ed ha
toccato i 42).
Al mattino di
Giovedì 5 Agosto mi
sveglio attorno alle
ore 07.00 e sento un
rumore contro la
finestra della
camera.
Sposto le spesse
tende che consentono
di creare il buio in
camera quando fuori
la luce estiva non
lo consentirebbe e
cosa vedo? La
pioggia cade forte e
intensa, la cosa mi
avvilisce e mi
delude.
Prevedo una giornata
lunga e monotona
alla quale però non
ci sono alternative.
Partiamo attorno
alle ore 08h30, ci
dirigiamo verso
ovest in direzione
della città di Pori,
a circa 270 Km.,
sulla costa che da
sul Golfo di Botnia
e che guarda verso
la Svezia.
Il maltempo ci
lascia ogni tanto
uno squarcio e ne
approfittiamo, lungo
la strada, per fare
sosta sulle rive di
alcuni laghi
alimentati da
torrenti nei quali
si possono pescare
salmoni e trote
salmonate.
La quiete è
assoluta, il relax è
totale. Certo è che
vivere da queste
parti non è facile,
l’amenità si
trasforma dopo
qualche giorno in
noia estrema. I
centri urbani si
diradano,
incontriamo piccole
frazioncine o case
isolate e mi chiedo
come si possa vivere
in quei luoghi per i
lunghi e freddi mesi
invernali. Eppure si
può visto che la
gente ci vive!
Sostiamo
a fare rifornimento
all’auto in una
stazione di servizio
dotata anche di
supermarket e
ristorante
self-service. Il
diesel, a seconda
delle compagnie
distributrici, costa
da 1,10 a 1,15 Euro
al litro (meno che
in Italia), mentre
la benzina va da
1,42 a 1,49 Euro al
Litro (un po’ più
cara che da noi).
Finora abbiamo
percorso solo un
breve tratto
autostradale
(gratis) che è
quello che da
Helsinki ci portava
verso l’est del
paese. Per il resto
solo strade statali
o tratti di
superstrade
abbastanza recenti.
La condizione delle
strade è eccellente,
nastri d’asfalto
ampi, diritti,
sempre in mezzo
all’eterno verde e
agli eterni laghi. I
limiti di velocità
sono 120 kilometri
orari sulle
autostrade (le poche
che esistono), per
il resto è un
continuo alternarsi
di limiti che vanno
da 60 a 100
kilometri orari a
seconda del luogo.
Le strade finlandesi
sono disseminate di
apparecchiature
fotografiche montate
su un palo di ferro,
munite di due occhi,
uno con la luce
gialla che avverte
se il mezzo va oltre
il limite consentito
per dare il tempo
all’autista di
rallentare, se ciò
non avviene si
accende il secondo
occhio con una luce
bianca e fa la foto
al veicolo, targa
inclusa. L’esistenza
di queste
apparecchiature sono
segnalate qualche
kilometro prima
della loro
ubicazione.
La multa è
proporzionale
all’infrazione
effettuata ma
l’entità della
contravvenzione, e
qui sta la grande
novità di cui non
avevo mai sentito
parlare, sta nel
fatto che, a parità
di infrazione, non
tutte le persone
pagano lo stesso
importo. L’entità
dell’importo dipende
dal reddito annuo
della persona al
volante. Se sei
ricco paghi di più,
se sei meno ricco
paghi di meno.
Questo avviene
perché la polizia,
tramite il codice
fiscale del
guidatore, accede
immediatamente via
computer alla
denuncia dei redditi
di quest’ultimo e
dopodichè, seguendo
una scaletta di
calcolo, commina la
multa diciamo così
“personalizzata”.
Ve lo immaginate in
Italia la polizia
municipale, la
polizia stradale o i
carabinieri che
accedono alle nostre
dichiarazioni dei
redditi per valutare
l’importo della
contravvenzione?
Scoppierebbe come
minimo una guerra
civile in nome dei
diritti civili,
privacy e
quant’altro!!
Per loro è una cosa
normale e giusta.
Nessuno si lamenta e
nessuno protesta.
Dopo tre di queste
multe c’è il ritiro
della patente da tre
a sei mesi. Le
autorità finlandesi
stanno però pensando
di introdurre il
sistema della
patente a punti come
in Italia.
Attraversiamo zone
agricole destinate
all’allevamento,
oppure destinate
alla raccolta di
orzo e avena (la cui
mietitura avviene
proprio nel mese di
Agosto). Vi sono
anche molti ettari
coltivati a fragole
e patate.
Nel primo pomeriggio
arriviamo a Pori,
città di circa
100.000 abitanti.
Fondata nel Medioevo
ha una
particolarità: a
causa di un
movimento del suolo
che l’allontana dal
mare, è stata
spostata per ben tre
volte. Il sito
attuale risale al
1558. Nella prima
metà dell’ottocento
subì ben due
incendi.
La città è dotata di
numerosi parchi e
impianti sportivi. I
maggiori punti di
interesse culturale
sono il museo, la
biblioteca
municipale e il
Museo Satakunta. Vi
è anche un porto
fluviale, formato
dal fiume Kokemaen,
uitilizzato per il
trasporto del
legname. Pori ha
inoltre cantieri
navali, officine
meccaniche e
metallurgiche,
stabilimenti per la
produzione di pasta
di legno e
cellulosa. Ha
inoltre il record di
avere la più grande
emittente radio del
paese. Inoltre la
città ospita tutti
gli anni, ad Agosto
uno dei più
importanti concerti
rock del paese.
Quest’anno è
previsto per Sabato
7 Agosto, ma,
personalmente,
questo genere di
musica non mi attrae
e non fa per me.
Anche
a Pori alloggiamo
all’hotel Scandic.
La sera ceniamo in
un ristorante dove i
coniugi Haverinen
vengono da anni. Si
mangia un ottimo
pollo, carne di
maiale e pesce.
Anche qui però i
prezzi non sono
scontati ma ormai
sono abituata e me
ne faccio una
ragione.
La pioggia cade meno
forte e le
previsioni mettono
bel tempo per il
giorno dopo. La cosa
mi fa tirare un
respiro di sollievo.
Il mattino dopo,
Venerdì 6 Agosto,
partiamo in
direzione sud, verso
Turku, a circa 140
kilometri da Pori.
Turku, circa 290.000
abitanti, è la più
antica città
finlandese e fu
anche la prima
fortezza svedese,
quando la Finlandia
faceva parte del
Regno di Svezia. La
città cadde due
volte nelle mani dei
russi nel corso del
1700 durante le
guerre
russo-svedesi. Dal
1809 al 1812 fu la
capitale della
Finlandia ma nel
1812 lo divenne
Helsinki dallo Zar
Alessandro I° di
Russia.
Turku ha diversi
monumenti, un
castello del XIII°
secolo, una
cattedrale, una
chiesa ortodossa,
nonché originali
antiche abitazioni
in legno,
risparmiate
dall’incendio che la
distrusse quasi
completamente nel
1827. Una città
culturalmente molto
attiva, ricca di
teatri, biblioteche,
sale concerti (molte
dedicate al “Verdi”
finlandese, cioè il
musicista Sibelius
(1865-1957).
La zona portuale di
Turku, oltre ad
essere un vivace
punto di scambio
commerciale per
tutta l’area
scandinava, include
uno dei più
importanti cantieri
al mondo per la
costruzioni di navi
transatlantiche da
crociera.
E’ quasi mezzogiorno
e dobbiamo avviarci
verso l’aeroporto di
Helsinki dove mi
aspetta in volo di
ritorno Finnair per
Milano Malpensa alle
ore 16.05
Il tratto
Turku-Helsinki, di
circa 165 kilometri,
è tutto
autostradale. Il
traffico è minimo e
alle 14h00 arriviamo
all’aeroporto.
Saluto e ringrazio
con un “KIITOS”
(grazie) e un
“NAEKEMIIN”
(arrivederci)
caloroso i miei
accompagnatori, così
gentili e premurosi
e li invito ospiti a
casa mia alla prima
occasione che
avranno di venire in
Italia.
Imbarco il mio
bagaglio, passo il
controllo della
polizia finlandese e
mi avvio al noto
negozio della catena
alimentare Stockmann,
suggeritomi dalla
signora Helena, dove
posso comperare
pezzi sottovuoto di
salmone affumicato
ad un prezzo
relativamente modico
da regalare ad amici
o semplicemente da
gustare in casa mia
e il cui gusto farà
riaffiorare tutti i
ricordi di questo
breve ma
meraviglioso ed
intenso reportage.
ERCOLINA MILANESI
E' SEVERAMENTE VIETATO RIPRODURRE GLI ARTICOLI, ANCHE PARZIALMENTE, DI ERCOLINA MILANESI SENZA CITARE L'AUTRICE E IL PRESENTE SITO. IN CASO DI ABUSO SI PROVVEDERA' A QUERELA.