Ercolina Milanesi
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Me ne frego di essere una Cassandra
Gli
intellettuali, i politici, i
lettori per lo più mi considerano
una «pazza», invasata, xenofoba,
razzista: hanno detto che istigo
all’odio, che sono una sporca
fascista, una guerrafondaia,
identica a
Oriana Fallaci. Per me è un onore
essere considerata
simile alla
Fallaci, una giornalista e
scrittrice di notevole cultura e
opinionista impareggiabile.
Cassandra è una figura della mitologia greca. È ricordata anche da Omero come una delle figlie del re di Troia Priamo e di Ecuba. Avuto da Apollo il dono della preveggenza, prevedeva terribili sventure ed era pertanto invisa a molti. Ancora oggi il suo nome è associato a persone che preconizzano eventi nefasti.
«Cassandra» che parlava con passione, con rabbia e con molta ragione, e che pur sapendo di parlare al vento, lo faceva con tutta se stessa. Lo faceva in modo diretto, chiaro, coraggioso e infatti nessuno, o quasi, l’ha seguita. Vi sono diverse versioni sull’origine del dono profetico di Cassandra. Secondo una prima versione, fu portata appena nata, insieme al fratello gemello Eleno nel tempio di Apollo e lì trascorsero la notte. Al mattino furono ritrovati coperti di serpenti che lambendo loro le orecchie, li avevano resi profeti. Secondo un’altra versione, la più famosa, Apollo, per guadagnare il suo amore, le donò la dote profetica ma, una volta ricevuto il suo dono, Cassandra rifiutò di concedersi a lui: adirato, il dio le sputò sulle labbra e con questo gesto la condannò a restare sempre inascoltata.
Da anni scrivo nei miei articoli del pericolo dell’invasione di extracomunitari, della debolezza dei governi che si succedono, della magistratura che assolve i colpevoli e condanna gli innocenti, la mafia regna sovrana e spadroneggia perché sa di essere più forte del governo, i clandestini aumentano ogni giorno di più e non sono rimandati al loro paese, la nostra cultura sta scomparendo, come la religione cristiana cede il posto all’Islam, la gioventù è moralmente bacata per droga e alcool, uccidere non è più un reato, difatti l’assassino dopo pochi giorni di carcere è già fuori pronto ad uccidere. Potrei continuare per ore ha scrivere cosa non va bene in Italia e la fine che faremo, ma mi fermo qui, credo che basti.
Ripeto a iosa che se non si prendono provvedimenti drastici la nostra Patria scomparirà, il terrorismo e la mancanza di condanne severe e rimpatrio degli extracomunitari porterà solo ancora più miseria e disoccupazione per gli italiani. Non siamo più una nazione rispettata ed invidiata come un tempo lontano, ora si deve chinare il capo e sottostare al più forte e non siamo certo noi.
Sì, sarò chiamata la Cassandra, non sarò creduta, passerò per una povera donna non più giovane e pessimista, che vede solo il male, ma i risultati si vedono, ci sono, non basta illudersi che tutto vada bene perché non è la realtà.
Abbiate il coraggio di ammetterlo, non chiudete gli occhi per viltà, stiamo cadendo in un baratro senza fine.
Ercolina Milanesi
Adesso anche Berlusconi tira fuori le leggi razziali
''Per
me e per l'Italia è un grande onore
essere qui,
in questa nobile assemblea. Siete il
più grande esempio di libertà e
democrazia in Medio Oriente, se non
l'unico
esempio''. Silvio
Berlusconi
interviene alla
Knesset. E' la prima volta
che un premier italiano parla al
Parlamento
israeliano. ''Mi
sento davvero uno di voi. Mi sono
sentito uno di voi nel giorno in cui
ho
visitato
Auschwitz. Un giorno che ha
cambiato profondamente la mia
vita'',
ha sottolineato
il presidente del Consiglio.''Voi -
ha detto - rappresentate ideali che
sono universali, siete il più grande
esempio di democrazia e di libertà
nel Medio Oriente, un esempio che ha
radici profonde nella Bibbia e
nell'ideale sionista. Per noi, come
hanno detto sia il Papa Giovanni
Paolo II che il Rabbino Elio
Toaff,
il popolo ebraico è un
''fratello
maggiore''.
''Noi combattiamo insieme a voi ogni possibile rigurgito di antisemitismo in Europa e nel mondo, e insieme a voi ci preoccupiamo di rendere inseparabili la battaglia per l'esistenza e la sicurezza dello Stato d'Israele e quella per la pace'', ha assicurato condannando poi le leggi razziali in Italia: ''Nel 1938 l'Italia si macchiò dell'infamia delle leggi razziali, che contraddissero secoli di civiltà cosmopolita e di rispetto umanistico della persona e della sua dignità''. ''La nostra amicizia per Israele è franca, reciproca, non verbale. I nostri rapporti sono eccellenti'', ha sottolineato allora.
Caro Presidente, Lei si sentirà fratello maggiore degli ebrei, io mi sento solo cattolica e come me milioni di italiani. Dunque manteniamo le distanze.
Ma che sta succedendo in Italia, in fatto di religione? Chi dice che i musulmani sono nostri fratelli, gli ebrei sono nostri fratelli, i buddhisti sono nostri fratelli, ci mancano gli atei e siamo a posto.
Presidente Berlusconi non creda di avere fatto una bella figura tirando fuori le leggi razziali come fece il suo “amico” Fini….questo è dubitativo perché è notorio il poco feeling che vi accomuna….quando fece il viaggio in Israele e criticò l’Italia di un tempo con il risultato di essere contestato dagli italiani.
Lei, signor Presidente, nel suo discorso alla Knesset ha magnificato il popolo ebraico come un innamorato la sua donna, ha dichiarato di essere pronto a dare tutto ciò che vogliono ad Israele perché vero amico comprensivo di un popolo che ha bisogno di aiuto per vivere in pace.
Insomma è stato, il Suo, non un discorso politico ma un inno all’amore, un canto sublime degno del più grande poeta. Bravo! Gli applausi sono stati ben meritati.
Ma si è mai chiesto perché il popolo ebraico non gode le simpatie degli altri stati, non tutti ovvio? Ebbene un motivo per un vero cattolico esiste: “Dio disse: andrete raminghi per la terra sino alla fine del mondo”
E’ interessante ricordare il personaggio leggendario l’EBREO ERRANTE, il quale, secondo la tradizione, sarebbe stato condannato da Gesù ad errare, eternamente, per il mondo con nella borsa cinque monete che continuamente si rinnovano. Il motivo si ricollega ad antichissime leggende : l’eterna vita fisica data come premio o punizione, leggende derivate da interpretazioni di testi biblici. Ad una eternità di punizione si ricollega la leggenda dell’Ebreo errante, che ebbe svariate elaborazioni letterarie. Numerosi sono, anzitutto, i personaggi evangelici o pseudo-evangelici che furono indicati come protagonisti del mito: il soldato Malco, che percosse Gesù, come risulta già da una cronaca del VII secolo; il calzolaio che cacciò Gesù che si era fermato per riposarsi sulla soglia della sua casa; Cartafilo, che percosse anch’egli Gesù, dicendogli: cammina, affrettati. La cronaca del convento di Ferraria, nell’Italia meridionale, narra che nel 1223 pellegrini, di ritorno dall’Armenia, raccontarono di aver veduto l’ebreo a cui Cristo, essendone stato percosso, aveva predetto che avrebbe dovuto attenderlo in eterno. Il cronista inglese Roger of Wendower ( morto nel 1237)riferisce come un vescovo armeno, vissuto in Inghilterra, gli abbia raccontato dell’episodio di Cartafilo il quale ogni cento anni crede di morire, ma poi riprende forza e continua il suo pellegrinaggio pentito della sua colpa e con la speranza di essere, un giorno, perdonato.
L’Ebreo errante è dunque ricordato come un vegliardo che invoca invano la morte nel suo desiderio di pace, nella disperazione di dovere eternamente sopravvivere a se stesso.
Cosa ne pensa di questa leggenda, Presidente?
E chi uccise Gesù Cristo?
Cogiti, Presidente, cogiti.
ERCOLINA MILANESI
Le toghe escono dall'aula quando parla il Governo
Nelle
corti d'appello italiane dove si
inaugura l'anno giudiziario è andata in
scena oggi l'annunciata protesta dei
magistrati contro la politica del
governo sulla giustizia.
Quando ha preso la parola il
rappresentante del Guardasigilli, le
toghe, ma non tutte, sono uscite dalle
aule, in una dimostrazione di dissenso
che per il ministro della Giustizia
Angelino Alfano ha visto molte
defezioni.
E' avvenuto in città come Milano, Roma,
Firenze, Venezia, Genova, Napoli. A Bari
la maggioranza dei magistrati non è
neanche entrata in aula. Non così
all'Aquila, dove ha parlato Alfano e
dove tutti i magistrati sono rimasti al
loro posto, come deciso dall'Anm per
rispetto istituzionale in una zona
colpita dal terremoto.
Nei distretti dove si è svolta la
protesta, i magistrati hanno lasciato
l'aula con una copia della Costituzione
in mano e hanno fatto ritorno finito il
discorso dell'inviato dal ministero
della Giustizia.
Con questo gesto il sindacato delle
toghe ha voluto protestare contro le
ultime iniziative legislative della
maggioranza e per i ritardi nelle
riforme del sistema giustizia.
Dall'iniziativa, ma non dalle ragioni
della protesta, si è dissociata la
corrente Magistratura indipendente.
"La protesta rappresenta il disagio dei
magistrati italiani in questo momento",
ha detto a Sky Tg24 il presidente
dell'Anm Luca Palamara.
Dall'Aquila Alfano ha risposto alle
critiche, dicendo di avere incontrato
finora molte resistenze al processo
riformatore che ha messo in moto, ma che
intende portarlo a termine "senza indugi
e senza tentennamenti poiché noi non
intendiamo sottrarci a questa sfida".
Il Guardasigilli è tornato a polemizzare
con l'Anm, di cui ha messo in
discussione l'effettiva
rappresentatività tra i giudici.
"Mi sembra che ci siano state delle
defezioni (rispetto alla protesta) ed è
la prima volta che si verificano", ha
commentato.
Ma cosa credono di aver fatto
abbandonando le aule uno dietro l’altro,
intogati, come una fila di formiche?
Hanno solo dimostrato mancanza di
educazione , nessun rispetto per il
governo e per chi parlava. Ma non
stupiamoci, ormai la magistratura
italiana è scomparsa, sono rimasti solo
i dissidenti che portano la nostra
nazione sempre più in basso.
Se avessero un po’ di dignità dovrebbero
dare le dimissioni, visto gli attriti
continui, ma non lo faranno mai perché
il dio denaro è più forte della
giustizia.
ERCOLINA MILANESI
Le
menzogne di Blair
Londra
in piazza contro Tony Blair. Nel giorno
della sua attesa deposizione alla
Commissione Chilcot, l’ex primo ministro
britannico finisce anche nel mirino dei
manifestanti. A sottolineare la
principale accusa nei suoi confronti, il
gioco di parole ribadito dai cartelli:
un velenoso “Bliar”, che riprende
l’inglese “liar”: “bugiardo”. Menzogne
rimproverate, quelle che nel 2003 hanno
portato il Regno Unito a partecipare
alla guerra in Iraq. E che oggi inducono
i più critici a richiedere che Blair
venga giudicato per crimini di guerra.
A sfilare, a sette anni da allora, sono
soprattutto familiari dei 179 militari
britannici deceduti nel conflitto.
Malumori e preoccupazioni agitano pero
anche il Labour: a pochi mesi dalle
elezioni, molti nel partito dell’ex
premier temono che la sua deposizione
possa ulteriormente allontanare un
elettorato già disilluso. Si e' conclusa
dopo sei ore la deposizione di Blair
alla commissione d'inchiesta sulla
guerra in Iraq. In sala urlano:bugiardo
e assassino.
Alla deposizione c'erano diversi
familiari di caduti britannici in Iraq
e, secondo la Bbc, l'urlo è scattato
quando l'ex premier ha detto di avere
"responsabilità ma non rimorsi" per aver
deciso di abbattere Saddam Hussein.
Rimorsi gli inglesi non sanno neppure il
significato, basta ricordare la seconda
guerra mondiale in Africa nei loro campi
di concentramento, dove finirono anche
degli italiani, come furono trattati i
prigionieri: pochissimo cibo, spesso
torturati con il classico frustino per
lieve mancanza, chi era ammalato non
riceveva alcuna cura. Questo è stato
detto da chi, per sua sfortuna, fu
prigioniero degli inglesi. Mentre gli
americani li trattavano bene e
regalavano persino sigarette.
E’ giusto che Blair venga giudicato per
crimini di guerra, perché per colpa sua
e di quel pazzo furioso di Bush, suo
degno compare, hanno portato morte e
distruzione in un paese che viveva
felice e non aveva mai dato fastidio a
nessuno. Ora dell’Iraq non esiste più
nulla, solo rovine e continue lotte
intestine e odio degli iracheni per gli
invasori.
Ricordiamo anche ciò che hanno fatto
della nostra Italia, tra bombardamenti
nelle nostre città e stupri alle donne
specie nel meridione.
Non solo Blair deve essere condannato ma
anche Bush perché non sono affatto
“liberatori”, non hanno portato la
democrazia ad un popolo che non la
voleva, ma solo morte a civili e ai loro
soldati.
Chi sbaglia paga e auguriamoci che
giustizia sia fatta.
ERCOLINA MILANESI
L'uomo
più pedante, noioso, fissato: Di Pietro
Ma
possibile che la famiglia e gli amici di
Di Pietro non si rendono conto delle sue
anomalie psichiche, del tarlo che gli
rode il cervello, della sua
ossessionante fissazione su Berlusconi?
Che non sia intelligente ed istruito non
è un mistero, basta che apra la bocca
che te ne accorgi subito. Però che la
televisione ce lo propini in
continuazione non è ammissibile e
saranno parecchi coloro che non
pagheranno più il canone per vedere e
sentire un essere umano così tedioso,
semianalfabeta, antipatico, piuttosto
volgare come fisico, anche se lui si
crede un essere immortale.
Come lo si vede apparire in un TG subito
pensi: “ Ecco è arrivato anche questa
volta. Molti italiani, in questo tempo
di gelo siberiano, sono a letto con
l’influenza. Lui NO! Non voglio dire che
gli auguro un 38, meglio un 39 di febbre
così deve stare a letto, non sia mai
detto. Però sarebbe piacevole, si fa per
dire, vedere un TG senza la sua
presenza, i suoi attacchi furiosi a
Berlusconi dato che è l’unica parola del
suo vocabolario che sa usare.
Mi sono chiesta più volte perché non si
rivolge ad uno psicologo, forse meglio
uno psichiatra più consono alla sua
malattia, perché di vera malattia si
tratta il continuo nominare un nome con
ossessionante ritmo quasi godesse come
un rapporto sessuale.
Povero Di Pietro, in fondo, ma molto in
fondo, alla fine dimostra tanta pena,
non deve essere facile insistere sul
medesimo argomento, essere divenuto lo
zimbello della TV, notare con quanta
fatica cerca di esprimersi per difetto
di parola. Riconosciamo che ci regala
qualche minuto di ilarità quando parla
con fare altezzoso come se fosse il
Presidente della Repubblica.
Ma forse lui non se ne accorge e
continua imperterrito, certo di attrarre
il pubblico con le sue “intelligenti
frasi” che, in verità, sa solo lui che
vogliono dire.
Noi, miseri mortali, non siamo
all’altezza di così tanta “cultura” e
chiniamo il capo pregando Dio che il più
acceso antiberlusconiano finisca presto
di fare politica!
Abbiamo diritto di avere un po’ di pace
o no?
L'ipocrisia di Gianfranco Fini
Tutti in piedi nell'Aula di Montecitorio
quando lo scrittore ebreo Elie Wiesel,
premio Nobel per la pace, sta per
prendere la parola durante l'evento
organizzato alla Camera per "Il Giorno
della Memoria", alla presenza del
presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano e di tutte le alte cariche
dello Stato. "Il silenzio non ha mai
aiutato le vittime", sottolinea lo
scrittore ebreo, scampato alla morte nei
campi di concentramento nazisti e autore
di numerosi libri sulla persecuzione
degli ebrei.
"Io e mia moglie Marion ci congratuliamo
con l'Italia - dice nell'incipit del
discorso- Abbiamo partecipato a tante
cerimonie e visitato tanti paesi dove
viene celebrata la Memoria e posso dire
che l'Italia costituisce un modello
perché questa commemorazione abbraccia
tutte le sfere sociali".
"Siamo qui impegnati a ricordare
un'epoca della storia che ha avvolto
nelle tenebre la speranza dell'uomo -
continua Wiesel - epoca in cui gli
assassini hanno tormentato, torturato,
isolato, affamato e ucciso sei milioni
di uomini, donne e bambini non per
qualcosa che avevano fatto, detto,
scritto o posseduto ma semplicemente
perché erano discendenti di un popolo
antico sopravvissuto all'antichità".
L'intervento del premio Nobel, ospite
d'onore alla cerimonia di commemorazione
a Montecitorio, è stato preceduto da
quello di Gianfranco Fini che definisce
Wiesel ''personaggio eccezionale e il
più autorevole testimone vivente
dell'orrore della Shoah''. Il presidente
della Camera spiega che ''oggi
doverosamente si ricordano 6 milioni di
ebrei'' considerati ''diversi,
sottouomini nel delirio nazista''. Una
dimostrazione ''dell'incredibile
brutalità cui può giungere la natura
umana''. Poi ricorda le leggi razziali:
"Vennero approvate nel '38 proprio qui a
Montecitorio e rappresentano una delle
pagine più buie della storia italiana".
E cita alcune parole di Wiesel:
'l'opposto di odio non è amore, è
indifferenza; l'opposto di vita non è
morte, è indifferenza. Fini quindi
esprime la ''viva preoccupazione per
l'indifferenza'' che è la condizione per
''il rinnovarsi di fenomeni razzisti,
xenofobi e il rinnovarsi di minacce di
sterminio''. Anche per questo, aggiunge
ancora Fini, occorre combattere la
''barbarie e stupidità del
negazionismo'', perché ''chi nega
Aushwitz è pronto a rifarlo''.
Questo brano è estratto da Adnkronos ma
io voglio aggiungere la mia opinione.
Ormai Fini non è più il grande politico
di un tempo, non solo la sinistra lo
critica ma pure la destra. Ogni volta
che nomino il nome Fini subito ti senti
rispondere:”Chi? Il voltagabbana? Che
delusione è stato per noi di destra, per
chi aveva fiducia in lui.”
D’accordo che pecunia non olet ed ora il
presidente della Camera vive
nell’agiatezza, nel lusso, grazie ai
vari passaggi politici e al “tesoro” del
M.S.I. che era il partito più ricco di
tutti, anche per i vari lasciti dei
fascisti, come la contessa Colleoni dal
patrimonio immenso, che il tutto è stato
incamerato da Fini e non conti la palla
della Fondazione che non è creduta da
nessuno.
Pare impossibile che un essere umano
possa giungere a certi livelli di
ipocrisia come osannare gli ebrei e
rinnegare il suo passato politico e
sputare tanto odio contro il fascismo.
Può essere che, con il passare dell’età,
oltre alla mente sfocata di ciò che hai
fatto e creduto, prevalga la sete di
potere, per esso tutto si fa e ci si
vende ( avrei voluto citare un’altra
parola, ma sono una signora che ha avuto
un’educazione, indi ..censura…).
Riguardo alla Shoah, la fissazione di
sbattercela in faccia in continuazione
come se solo gli ebrei sono stati
martiri, direi che sarebbe ora di
finirla con questa ..diciamo
tiritera…che da oltre 60 anni ci
perseguita con” Il giorno della
memoria”.
Ma solo gli ebrei hanno l’esclusiva
proprietà del Giorno della memoria e
dell’Olocausto? Ma pensano di essere i
soli ad aver sofferto e avuto lutti in
famiglia, torture e brutalità? Forse non
ne sono a conoscenza o se ne fregano del
prossimo ma i partigiani italiani sono
stati i più crudeli assassini che hanno
ucciso anche dopo un anno che la guerra
era finita.
Riepilogando: voi ebrei avete avuto
l’olocausto, noi fascisti abbiamo
combattuto sapendo di morire e questo
voi non lo avreste mai fatto. Siete solo
capaci di lamentarvi e siete furbi
perché l’olocausto è stato, e anche ora,
il più grande business del mondo, prova
ne sia che continuate a chiedere soldi a
tutti, compresi i tedeschi in primis.
Fini farebbe meglio a star zitto perché,
ogni volta che apre bocca, pare un
coccodrillo che spalanca le fauci, ovvio
verso il fascismo che, chiedo venia, non
riuscirà mai a debellare perché incapace
e perché vi è un ritorno di legalità e
di avere una nazione degna di tutto il
rispetto e di onestà, parola ora
sconosciuta.
ERCOLINA MILANESI
E' SEVERAMENTE VIETATO RIPRODURRE GLI ARTICOLI, ANCHE PARZIALMENTE, DI ERCOLINA MILANESI SENZA CITARE L'AUTRICE E IL PRESENTE SITO. IN CASO DI ABUSO SI PROVVEDERA' A QUERELA.